No T.A.B. 20


Tra le tante cose che accadono intorno alla tramvia, mi è anche capitato di leggere il comunicato dell’Assessore all’Urbanistica, ormai oltre un mese fa, che illustrava come le infrastrutture collegate al piano strutturale (di cui la tramvia è l’elemento principale) ridurranno inquinamento e vittime conseguenti. Bene. Si parla di valori eccezionali: riduzione del traffico privato del 14,6%; nello scenario migliore si parla di riduzioni  per gli ossidi di carbonio del 43%, per gli ossidi di azoto del 37% e per le PM10 del 21%, con conseguenti 129 morti in meno, oltre ad altri virtuosi risultati.

La cosa mi ha incuriosito, perché non ricordo di aver mai sentito l’Assessore all’Urbanistica parlare di tramvia, inquinamento e salute.
Tutto questo emerge da uno studio dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) chiamato “Hearts”, l’acronimo inglese del titolo dello studio.
Si tratta di uno studio effettuato su tre città diverse: Leicester (Gran Bretagna), Lille (Francia) e Firenze. Lo studio è in inglese, per cui faticosamente ho cercato, con il mio inglese semielementare, di capirci qualcosa. Sono stati fatti degli studi utilizzando dei modelli di calcolo.

Innanzitutto lo studio nasce considerando che, oltre alle tre linee della tramvia, siano presenti:
-    parcheggi scambiatori ai capolinea tramviari;
-    utilizzo delle ferrovie per gli spostamenti urbani;
-    riorganizzazione della rete dei trasporti pubblici;
-    una nuova strada di collegamento con l’area di Prato e Campi Bisenzio;
-    una nuova strada di collegamento con il casello di Firenze Certosa;
-    un incremento della capacità dell’autostrada con la costruzione delle terza corsia;
-    una nuova strada di collegamento a nord della città (per gli amici: il tubone).

E’ curioso come un risultato così importante nella riduzione degli inquinanti si ottenga anche grazie alla costruzione di numerose nuove strade, tubone compreso. Non c’è scritto quanto sia la parte dei mezzi pubblici nella riduzione di tutto questo, ma a occhio pare che la riduzione avvenga perché buona parte delle auto vengono dirottate altrove, quindi potrebbe trattarsi non di riduzione ma di differimento. Inoltre, lo scenario risultante migliora il suo risultato anche grazie alla trasformazione del parco auto circolante con mezzi con minori emissioni.

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