Un uomo in pericolo

Egregio signor Domenici,
ho visto alcuni manifesti elettorali in cui lei appare in sella ad una bicicletta.

Forse è la sola occasione in cui ho avuto l’occasione di vederla in bici (anzi no, una volta l’ho vista con una bici elettrica ad una delle tante inaugurazioni della pista dei renai). Non vorrei farmi vanto del fatto che la mia attività di ciclista urbano è ormai più che decennale, ma per spirito di servizio mi permetto di darle qualche dritta che potrebbe esserle sempre utile nel caso voglia proseguire in questa benemerita attività.

Dalla fotografia non si capisce se la foto è attuale o appartiene ai cimeli di famiglia, ma prendiamo per buona la prima ipotesi.

Probabilmente non se ne renderà conto, ma finchè proseguirà questa attività, lei è in pericolo! E’ in pericolo perché in questa città per strada si muore spesso e, credo, malvolentieri. E si muore più facilmente se si è a piedi (anche sulle strisce) e in bici.

Se si è messo con entusiasmo a girare in città con la bicicletta, la prego, tenga presente che nell’ultimo anno gli incidenti stradali sono passati da 5579 a 6308, i morti da 23 a 33, gli incidenti con feriti da 4251 a 4761. Le dico questo non per farla desistere da un’attività meritoria, ma perché si renda conto che ogni volta in cui lei esce di casa con la sua bici, lei rischia, e rischia sulla sua persona, rischia la vita o menomazioni anche gravi. Lei è in pericolo perché l’aria che respiriamo non è un granchè…

L’amministrazione dovrebbe dare un’onorificenza per tutti i ciclisti fiorentini, per il loro eroico comportamento contro l’inquinamento e la congestione urbana. Chissà, magari il prossimo sindaco potrebbe tenere presente questa cosa… Ed ora, immaginiamo che come per miracolo migliaia di angeli custodi proteggano i ciclisti nell’esercizio delle loro funzioni, immaginiamo che le auto riescano a frenare in tempo, che i cellulari non squillino mentre si guida e tutto il resto… avremmo finalmente una città ciclabile in cui lei, io e gli altri ciclisti potremmo andare indisturbati e felici? No, ancora no, la strada del paradiso ciclabile è lunga e impervia.

Dovremo ancora scontrarci con delle piste ciclabili fatte “con creatività” e vernice, con gli scalini dei marciapiedi da salire e scendere (visto che lei è un ciclista si sarà accorto che uno scalino di 1,5-2 cm è estremamente fastidioso, specialmente per il bimbo che eventualmente si porta sul seggiolino posteriore). Ci dovremo scontrare con le auto e i motorini parcheggiati sull’imboccatura delle piste. Saremo costretti a litigare con i pedoni perché loro pretendono giustamente di andare sul marciapiedi mentre noi siamo obbligati a salirci se c’è un cartello di pista ciclabile (il fatto che il cartello dica che quella è una pista ciclabile non impedisce al buon senso di obiettare a questa affermazione). Insomma la nostra vita di ciclisti urbani è piena di insidie e di pericoli.

Ma allora, immagino mi chiederà, perché continuare ad andare in bicicletta? Perché non andare in auto o in motorino, e semplificarsi la vita? Perché andare in bicicletta è ben più di uno spostarsi da un punto A ad un punto B dello spazio cittadino. E’ anche questo, ma è anche aver cura di sé, aver cura della città. E’ aver cura delle nuove generazioni, per lasciar loro aria meno sporca, più spazio per i giardini e meno per i parcheggi (si rende conto di quante bici possono essere parcheggiate nello spazio di un’auto?). Andare in bici è andare verso un altro mondo possibile (a volte, purtroppo, verso l’altro mondo, viste le statistiche degli incidenti stradali), più pacifico e solidale.

Io, lei e le altre migliaia di ciclisti cittadini, tutti insieme a dimostrare che possiamo vivere in una Firenze migliore, più attenta ai suoi cittadini (anche a quelli a quattro ruote), più affettuosa verso i piccoli abitanti della città, più silenziosa e respirabile, più vigile verso i propri monumenti e la propria storia.

Pensi che soddisfazione vedere masse di ciclisti sciamare per le strade della citta, strade finalmente libere da auto, gas di scarico e rumore: una nuova liberazione di Firenze anzi (posso esagerare?) un nuovo Rinascimento.

Come fare, mi chiederà, a trovare questa terra del latte e miele ciclabile? E’ difficile, se ne sarà reso conto. Per cominciare, potrebbe scrivere con fiducia al Sindaco e all’Assessore al traffico per chiedere più attenzione ai ciclisti. Chissà che alla fine non ci diano ascolto…

Avanti così. E buone pedalate!
Saluti Patrizio Suppa

FIAB Firenze

Firenze Ciclabile ONLUS
Via Luciano Manara 6
50135 Firenze FI
Segreteria telefonica: 055 5357637

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