sabato 17 luglio 2010

Martedì rimozione di 100 bici di pendolari al Campo di Marte

Sono circa 100 i pendolari "treno+bici" che hanno appena due giorni lavorativi per salvare le proprie biciclette dalla rimozione alla stazione di Campo di Marte, in viale Mazzini. Da martedì prossimo 20 luglio un cantiere per la TAV si mangerà il grande parcheggio di biciclette, comprese le rastrelliere, di fronte la stazione del Campo di Marte, proprio sotto la passerella pedonale. I cartelli ufficiali sono stati messi solo ieri venerdì 16 luglio, mentre già da giovedì erano stati apposti ad alcune rastrelliere dei semplici fogli di carta che preannunciavano la rimozione. Il provvedimento dirigenziale che determina la rimozione, datato 14 luglio, risponde ad una richiesta del 2 luglio avanzata da Nodavia, il consorzio di imprese incaricato del sottoattraversamento TAV.

“Come mai il Comune si prende quasi due settimane per decidere di installare il cantiere, ma concede ai pendolari che usano il parcheggio solamente due giorni lavorativi per rimuovere le bici? - Si domanda Luca Polverini, consigliere di FIAB FirenzeInBici – Possibile che non abbia insegnato nulla la dolorosa esperienza della rimozione di 300 bici da Santa Maria Novella dello scorso Capodanno, anche lì con un preavviso ai minimi di legge?”

Non è solo la possibile rimozione di un centinaio di bici a preoccupare l’associazione di ciclisti, che si domanda dove potranno lasciare i propri mezzi, da martedì prossimo, i molti pendolari che si spostano con la bicicletta. Già oggi il parcheggio bici di Campo di Marte è palesemente insufficiente: la prova è costituita dalle 100 e passa biciclette attaccate ad ogni palo e transenna nei dintorni della stazione, tutte appartenenti a cittadini che non sono riusciti a trovare posto nelle rastrelliere regolari.

L’associazione FIAB FirenzeInBici chiede che sia predisposto un nuovo parcheggio bici temporaneo, per la durata del cantiere prevista fino ad ottobre, per un numero di posti bici pari a quelli rimossi. “E per il futuro – conclude Luca Polverini – chiediamo che le rimozioni di bici siano annunciate con almeno due settimane di anticipo, a maggior ragione quando sono dovute a lavori previsti e prevedibili con largo anticipo”.

 


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