martedì 2 gennaio 2007

Da La Repubblica del 30 dicembre 2006, articolo a firma di Marzio Fatucchi

C´è una soluzione in arrivo per le bici rimosse a Firenze. Invece di essere trasportate alla depositeria di Ponte a Greve, in quel Lotto zero che dista oltre sette chilometri dalla città, Palazzo Vecchio sta lavorando per realizzare uno spazio "volano", a Campo di Marte. Si tratterebbe di un piccolo deposito a San Salvi, dove ora è già presente la cooperativa Ulisse, la coop sociale di carcerati che rimette a posti le vecchie bici mai ritirate per poi rivenderle. «Il nostro obiettivo è quello di aiutare i ciclisti a riprendersi la bici» spiega l´assessore all´ambiente Claudio Del Lungo. Il problema è noto da tempo: le bici rimosse a Firenze venivano accatastate al Lotto Zero, attualmente ce ne sono quasi 2mila. Rimangono lì perché il Lotto Zero è un luogo difficilmente raggiungibile in autobus e da cui è difficile uscirne in bici: è in mezzo allo svincolo stradale. Poi, c´è il problema dei costi: oltre alla multa (che parte dai 37 euro), si aggiunge la rimozione, oltre 40 euro, un costo che sale se la bici rimane a lungo in depositeria.

«Si può arrivare a spendere anche 120 euro per riprendersi una bici che spesso ne vale la metà - dice Del Lungo - Molte bici rimangono lì». Per l´esattezza, solo un decimo delle mille bici rimosse ogni anno vengono riprese. Le altre stanno lì fino a quando (dopo 16 mesi) passano di proprietà al Comune e vengono date alla cooperativa Ulisse per finanziare progetti di reinserimento dei carcerati.

Il progetto, che potrebbe partire tra qualche settimana, è invece di affidare la rimozione delle bici, ora fatta dalla Sas, alla coop Ulisse, con un prezzo molto più basso (sui 20-25 euro) e con l´impegno di tenerle per un mese a San Salvi: in questo modo, le bici parcheggiate presso la cooperativa sarebbero solo alcune decine. Dopo 30 giorni, verrebbero portate al Lotto Zero. Le bici vengono rimosse d´urgenza senza preavviso perché in sosta in zone pericolose o perché impediscono l´accesso ed il passaggio a ciechi, disabili, pedoni, carrozzine. Per pulizie di rastrelliere o lavori, c´è un preavviso di una settimana (a volte tra le polemiche). Vengono poi rimossi i "relitti", bici arrugginite e inutilizzabili. Anche su questo fronte, molte le polemiche: alcuni ciclisti che utilizzano vecchi mezzi si sono visti portare via bici secondo loro funzionanti. «Li rimuoviamo solo se sono chiaramente rottami - ribatte il comandante dei vigili Alessandro Bartolini - Se hanno entrambe le ruote bucate e sono polverose, ci accertiamo da quanto tempo la bici è abbandonata lì: solo dopo alcuni mesi la portiamo via».


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