mercoledì 14 novembre 2012

quante bici appoggiate alle case ...

Ci scrive un lettore sul tema delle bici appoggiate ai muri o legate a cartelli stradali, delle rastrelliere e delle rimozioni.

Proprio perchè  il tono è costruttivo e non astioso come ci capita spesso, quest'ultimo tipico di chi  vuole semplicemente mantenere lo status quo di paralisi del traffico ed inquinamento (eliminando le bici che "intralciano") è una buona occasione per tornare sull'argomento.

La lettera dell'architetto Valenti (venerdì 9 Novembre 2012) ci permette anche di riprendere dettagliatamente in considerazione non solo i problemi esistenti ma anche le soluzioni possibili, quelle fittizie e quelle controproducenti.

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la lettera ricevuta

la nostra risposta

Oggetto: PRAGMATISMO: BICICLETTE E DECORO
Il dibattito sul mondo della bicicletta a Firenze è ormai acceso da tempo e verte su varie tematiche: piste ciclabili, furti, rastrelliere numericamente insufficienti, rimozione biciclette relitto ecc… Raramente si è invece discusso della risoluzione del problema del parcheggio selvaggio delle biciclette su marciapiede comunale con mezzi allucchettati alla segnaletica stradale ed appoggiati alle facciate di abitazioni. Le cause del fenomeno sopra citato sono molteplici:
- lo scarso senso civico di molti ciclisti;
- l’elevato numero di ciclisti che tengono la bicicletta parcheggiata per settimane per utilità personale nelle rastrelliere sotto casa (non consentendo la rotazione del parcheggio);
- infine (ma forse l’aspetto più importante) l’impunità nel caso del parcheggio per poche ore o giorni (tanto la Polizia Municipale non è in grado di intervenire in tempi così rapidi). L’aumento delle rastrelliere è certamente utile, ma non è il solo fattore che sia in grado di risolvere il problema, analogamente l’encomiabile iniziativa della rimozione relitti.
La mera segnalazione da parte dei cittadini del velocipede su marciapiede non è sufficiente ad attivare la Polizia Municipale e la Quadrifoglio per motivi tecnico-economici quindi ritengo che l’unica soluzione possibile a risolvere il problema sia la rimozione a sorpresa (random) eseguita per zone in modo scientifico di tutte le biciclette parcheggiate sui marciapiedi comunali ed allucchettate alla segnaletica stradale. Pertanto invito il Consigliere speciale per la mobilità ciclabile Giampiero Gallo ad attivarsi per sensibilizzare la Giunta Comunale in tal senso al fine di mantenere un decoro urbano degno di una città come Firenze. Propongo al Comune di istituire una multa ai danni del proprietario della bicicletta rimossa in fase di restituzione della medesima e nel caso il ritiro non avvenga o la sanzione non venga pagata il velocipede venga messo all’asta con l’incasso a favore del Comune a titolo di risarcimento per il servizio reso alla città.

Porgo Distinti saluti
Giovanni Valenti

Gentile arch. Valenti,

prendiamo spunto da alcune concordanze con il suo messaggio: le rastrelliere servono a chi usa la bici quotidianamente e non a svuotarsi le cantine o lasciarci mezzi per mesi o anni. Quella dei rottami è poi la punta dell'iceberg.

La nostra proposta, da anni, è semplice ed efficace: pulizia delle rastrelliere periodica a zone, analoga al lavaggio strade, con divieto di sosta ben segnalato e relative rimozioni. Chi usa la bici frequentemente lo vede e la sposta, le altre vengono rimosse e si fa spazio, non solo dai rottami ma anche da utilizzi sconsiderati. Inefficace e fittizia si è rivelata la campagna comunale di rimozione dei relitti: procedura molto macchinosa (Vigili + Quadrifoglio, ambedue decisamente controvoglia) con interventi rari e casuali, con criteri random o arbitrari, liberazione di spazi irrisoria.

L'uso della bicicletta va facilitato, e non ostacolato: ogni bici in più è un'auto in meno, e quindi un bene per tutti. E' un bene che ce ne siano molte, anzi dovrebbero aumentare: sono una parte della soluzione ai drammatici problemi del traffico; ed invece diventano "un problema" grazie all'inerzia di politici e burocrati comunali. Il motivo delle tante bici sparse qua e la è questo e non di tipo antropologico: chi (per fortuna) la usa non sa dove metterla, e si arrangia. E' sul "dove metterla" che servono interventi. Le rimozioni a sorpresa di cui parla sono prassi comune da anni. La multa al proprietario della bici rimossa in fase di restituzione esiste già, è di 74 euro + spese. Anche il passaggio di proprietà al Comune in caso di non ritiro è già in vigore. L'effetto è che quasi nessuno va a ritirare le bici, la depositeria trabocca, si generano costi molto superiori all'installazione di valanghe di rastrelliere (10-16 bici al posto di 1 auto).






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