giovedì 13 ottobre 2011

Proposta di legge regionale per la mobilità ciclistica

Presentata la proposta di legge regionale del PD “Interventi per favorire lo sviluppo della mobilità ciclistica” che prevede interventi a 360° per valorizzare l’utilizzo della bicicletta e la sua integrazione con gli altri sistemi di trasporto .

Riusciranno i mondiali di ciclismo del 2013 a rendere ancora più popolare e amata la bicicletta di quanto non lo sia già oggi in Toscana?

Mancano ancora circa due anni all’appuntamento iridato fiorentino, ma per la passione a due ruote si mobilitano ora anche i consiglieri del Pd in Regione. Come? Pensando all’approvazione di una legge, un provvedimento che prevede “Interventi per favorire lo sviluppo della mobilità ciclistica” e che questa mattina è stato presentato a Firenze nel corso di una conferenza stampa.

La proposta, sottoscritta da gran parte dei democratici in Regione, è stata illustrata nei dettagli dal primo firmatario, Vincenzo Ceccarelli, che è anche presidente della commissione ambiente e territorio a Palazzo Panciatichi, e dai rappresentanti del coordinamento toscano della Federazione Amici della Bicicletta, (FIAB) Giovanni Cardinali e Sergio Signanini, che hanno collaborato alla stesura dell’articolato.

Purtroppo, le indicazioni della FIAB non sono state ascoltate fino in fondo. La proposta di legge, infatti, è ancora assolutamente carente dal punto di vista dell'obbligatorietà delle azioni in favore della mobilità ciclistica, che, in larga parte, POSSONO essere intraprese dagli enti coinvolti. Ma anche no.

«Ci poniamo un obiettivo ambizioso – ha spiegato Ceccarelli – Vogliamo una Toscana con meno traffico, più aggregazione sociale e sportiva, più in salute. Pensiamo alla costruzione di una rete ciclabile regionale, puntando alle due ruote come uno dei mezzi più significativi per la mobilità pulita e alternativa alle auto. Per far questo bisognerà realizzare obiettivi di intermodalità tra i diversi sistemi di trasporto, costruire infrastrutture dedicate e ciò significa non solo piste ciclabili ma anche servizi per chi usa la bicicletta. Un altro argomento riguarda la sicurezza, sia dal punto di vista della viabilità che della manutenzione del mezzo. Più in generale – ha proseguito Ceccarelli – la proposta si pone alcuni obiettivi “strategici”: dall’incremento della rete di piste ciclabili nelle città e la loro connessione con il sistema della mobilità alla creazione di circuiti extraurbani protetti dedicati alla bici, con l’attivazione di punti di ristoro e percorsi guidati per la valorizzazione del patrimonio culturale e paesaggistico. La proposta prevede una serie di interventi che potranno essere attivati dalla Regione e altri a carico degli enti locali: una serie cospicua di misure in grado di far diventare davvero la bicicletta un’alternativa all’automobile».

«Il nostro intento – ha aggiunto Ceccarelli – è quello di favorire una cultura dell’uso della bici come mezzo per muoversi in libertà, rispettando l’ambiente e in condizioni di sicurezza e protezione rispetto al traffico veicolare. Ciò dovrà avvenire non solo investendo sulle infrastrutture dedicate e sull’integrazione con gli altri sistemi di trasporto, ma pensando a dare centralità a questo tema nell’ambito della programmazione delle politiche per la mobilità. Per questo – ha spiegato Ceccarelli – la nostra proposta prevede che nell’ambito del Piano regionale integrato delle infrastrutture e della mobilità sia individuato il sistema ciclabile di scala regionale quale elemento di connessione e integrazione dei sistemi ciclabili provinciali e comunali. Si tratta di una grande opportunità – ha concluso il consigliere – capace di mettere in moto investimenti significativi e di rendere la nostra regione all’avanguardia non solo per la quantità di piste ciclabili ma per la nascita di un sistema che veda l’uso della bicicletta non solo come un passatempo o una pratica sportiva ma come uno dei modi migliori di muoversi e di viaggiare»

Il "popolo della bici" si allinea alle lodevoli intenzioni espresse da Ceccarelli; ma è evidente che, perché possano diventare attuali, è necessario che la legge esca "rinforzata" dall'iter di approvazione, con l'aggiunta di pochi, ma significativi elementi che rendano le azioni pro-bici obbligatorie.





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