giovedì 10 febbraio 2011

Il giallo delle bici scomparse

Ovvero: il delitto perfetto, così perfetto che nessuno sa che è stato commesso, tranne le vittime!

Un freddo martedì di febbraio, tardo pomeriggio, in una zona centrale di un’importante città d’arte italiana si svolge una scena troppe volte ripetuta, che pure non dovrebbe essere girata. O almeno non quel giorno, a sentire i vertici della macchina amministrativa.

Testimoni oculari ci riferiscono che alcuni vigili urbani stanno provvedendo a rimuovere numerose biciclette in zona S. Croce. Alcuni dei proprietari chiedono spiegazioni, ma pare vengano apostrofati in malo modo dai solerti tutori dell’ordine.

Il Consigliere speciale alle questioni della ciclabilità, immediatamente contattato, afferma di non avere notizia di rimozioni, in corso o programmate e, a sua volta, si attiva prontamente per avere informazioni precise in merito.

Il Sindaco in persona ci fa sapere che i vigili avrebbero dovuto semplicemente apporre alle bici delle fascette di preavviso, come da protocollo fissato durante una recente riunione.

Eppure le bici sono state rimosse. Da chi? Per ordine di chi?

Il mistero si infittisce quando ulteriori indagini ci portano a scoprire che neppure i vertici della Polizia Municipale erano al corrente della rimozione: anche alla Vice-Comandante del Corpo di Polizia Municipale non risulta che siano state ordinate rimozioni di massa, ma solo la necessaria fascettatura di preavviso.

Eppure le bici sono state rimosse. Ma chi le ha rimosse? Ma soprattutto, chi gli ha dato l’ordine?

Mistero!

Il Sindaco non ne sa nulla, e crediamo anche che sia vero.

La Vice-Comandante giura di non saperne nulla, e già potrebbe essere un pò meno vero.

Insomma nessuno sa delle rimozioni, nessuno ha dato l’ordine, ma qualcuno ha eseguito.

Pare di capire che all’interno della macchina amministrativa la comunicazione viaggi piuttosto a rilento o che qualcuno faccia finta di non recepire le indicazioni che gli vengono date.

Peggio sarebbe scoprire che ci sono personaggi che prendono decisioni in totale autonomia senza informare gli organi competenti, anzi violando le disposizioni. Dopotutto, perché mettere le fascette e poi tornare a rimuovere? Si porta via e basta!

E’ anche interessante notare che in un periodo in cui si parla di inquinamento, di possibili blocchi del traffico, di mandare le persone a piedi o in bici, i vigili urbani si preoccupano di requisire proprio il mezzo meno inquinante di tutti e di punire e penalizzare proprio coloro che cercano di dare davvero il loro contributo a ridurre l’inquinamento in città.


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