venerdì 17 dicembre 2010

L'intermodalità del futuro passa anche dalla bici pieghevole

Una bici compatta, leggera e pieghevole. E soprattutto di dimensioni ridotte, ben cinque o addirittura sei volte più piccola rispetto a quelle oggi in commercio. questo l’obiettivo del progetto “The intermodal bike” presentato questa mattina presso la Facoltà di Architettura di Firenze e cui è intervenuto anche l’assessore alla mobilità e manutenzioni Massimo Mattei.

Il progetto è finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del settimo programma quadro di ricerca applicata ed è frutto della collaborazione tra diversi soggetti: l’Università di Firenze (Facoltà di Architettura-Disegno Industriale), Ataf e LPP (aziende del trasporto pubblico di Firenze e Lubiana), Trilix (società che si occupa di car desing), Maxor Motor (azienda svizzera che produce motori elettrici), Ticona (multinazionale tedesca che produce materiali plastici).

Il coordinamento della ricerca è affidato allo architettura e design Tecnologie Urbane. “Obiettivo di questo progetto – spiega Alessandro Belli di Tecnologie Urbane – è ripensare il concetto di bici pieghevole per renderlo più rispondente all’intermodalità. Quindi un mezzo ultraleggero, ultracompatto, cinque o sei volte più piccolo di quelli attuali. La ricerca parte da un primo prototipo che dovrà essere affinato per consentirne la produzione a prezzi accettabili che dovrebbe essere pronto tra due anni”. 



Il comunicato stampa ufficiale riporta le dichiarazioni dell'assessore Mattei, che loda il progetto ma non spende una parola sugli impegni, finora disattesi, che l'amministrazione comunale ha assunto in favore della ciclabilità cittadina.





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