Aria, o quel che ne resta 48


E’ passato quasi sotto silenzio il rinvio di un anno del blocco delle auto euro 5 a gasolio in val Padana (Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna).
Una delle aree più inquinate d’Europa (a cui contribuiscono anche industria, agricoltura e riscaldamento invernale) vedrà ancora una proroga mentre polveri e ossidi di azoto continueranno a riempire ogni respiro. Restano gli eventuali blocchi al momento del superamento dei limiti, ma rimanere spesso a ridosso di questi pare non costituire un problema.
Soddisfazione al ministero dei trasporti che in un momento di difficoltà economiche non poteva obbligare le persone a stare a casa (!).
Si tratta di quasi un milione e mezzo di veicoli, che vanno a infastidire il respiro a una ventina di milioni di persone. Mi verrebbe da chiedere al ministero che cosa abbia fatto nel frattempo per trasportare le persone che avrebbero dovuto lasciare l’auto o cambiarla, anche perché il tempo passa, e tra un anno saremo ancora qui, tranne le circa 40.000 di persone prematuramente scomparse a causa dell’inquinamento atmosferico di cui buona parte, immagino, sarà proprio là, in val Padana.
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