martedì 10 marzo 2015

FIAB e "I Lavori in Corso del Governo"

Agenda ambientalista. Continua il confronto con Delrio

La presidenza del Consiglio dei Ministri ha risposto il 9 febbraio scorso con un documento articolato di 32 pagine su “I lavori in corso del Governo” alle 16 associazioni promotrici dell’”Agenda ambientalista” riconoscendo l’urgenza di considerare la dimensione ecologica nelle scelte di politica economica e l’azione di stimolo delle associazioni e la necessità di proseguire il confronto,anche in sede operativa con i Ministeri competenti. 

 

Risposta apprezzata dal cartello ambientalista che invia oggi con una lettera a Delrio  in cui si ribadisce la necessità di una politica collegiale del Governo per uscire da una concezione dello  sviluppo economico “Business As Usual” che sappia proporre visioni e azioni innovative per uscire dalla crisi e rilanciano il confronto chiedendo chiarimenti sul “Green Act”, annunciato il 3 gennaio scorso dal premier Matteo Renzi, e sugli effetti in campo ambientale del processo di Riforma delle Province.

 

Sul Green Act il Sottosegretario Delrio, nella lettera di risposta inviata alla Presidente del WWF Donatella Bianchi sempre il  9 febbraio, ha assicurato alle associazioni ambientaliste che in alcune settimane sarà possibile un confronto nel merito. Le 16 Associazioni ambientaliste ritengono il confronto su questo strumento fondamentale già nella prima fase della formazione di un eventuale provvedimento organico che vada ad incidere proprio sul deficit ecologico delle scelte economiche attuali.

 

Sulla Riforma delle province le 16 Associazioni ambientaliste ritengono che debba essere affrontata come una questione di assoluta emergenza, evidenziando i gravissimi problemi che, in materia ambientale, stanno scaturendo dalla legge sulla riforma: nella gestione di alcune aree protette e dei centri di recupero per la fauna selvatica, per la vigilanza ambientale, l’assetto idrogeologico e i controlli rispetto alle emissioni inquinanti.

 

L’“Agenda ambientalista per la ri-conversione ecologica del Paese” promossa da 16 Associazioni ambientaliste riconosciute, è stata presentata l’11 dicembre 2014 al Sottosegretario  alla Presidenza del Consiglio Graziano Delrio e descrive: 55 proposte sui 15 filoni tematici salienti per il rilancio del Paese: clima e energia; trasporti e infrastrutture;  consumo del suolo; difesa del suolo; bonifiche; biodiversità ed aree protette; mare; montagna; beni culturali e paesaggistici; agricoltura; turismo e ambiente; Ministero dell’ambiente; diritti  e delitti ambientali; andare oltre il PIL; informazione e educazione ambientale. L’Agenda verrà presentata nei prossimi giorni dal cartello delle associazioni anche alle forze economiche e sociali.

 

La Presidenza del Consiglio ha confermato il 9 febbraio scorso al cartello ambientalista anche la disponibilità ad una interlocuzione qualificata sui temi ambientali ed ecologici  ricompresi nell’Accordo di partenariato sulla nuova fase di programmazione 2014-2020 dei Fondi strutturali europei.Un’opportunità  anche questa molto importante per il cartello delle Associazioni ambientaliste per evitare che ancora una volta vengano dissipate risorse necessarie per valorizzare al meglio il capitale naturale del Paese.


Osservazioni di FIAB

Abbiamo ovviamente cercato di sintetizzare il tanto che vorremmo venisse attuato in pochi temi riconducibili a due filoni: lo sviluppo della mobilità ciclistica in ambito urbano (legge quadro e rifinanziamento della 366) e il tema del cicloturismo come asset di rilancio del settore turismo in termini di sostenibilità.

"Le politiche per la mobilità ciclistica stanno dimostrando essere un elemento di sviluppo e rilancio economico importante - e solo a titolo di esempio torniamo a citare l'indagine dello Studio Ambrosetti "Il valore delle due ruote"  aprile 2014,  dove si evidenzia un aumento di posti di lavoro di oltre 3.200 unità nella capitale se solo la città di Roma portasse al 25% la ciclabilità - oltre a dare risposte a temi ambientali come l'inquinamento dell'aria e il consumo di suolo.

 


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