mercoledì 4 dicembre 2013

Ciclabilità a Firenze: che altro c’e’ da dire?

Il titolo nasce da un’odierna riflessione, ma vuole essere anche provocatorio per dire “ora bisogna passare ai fatti” !

Gli ormai famosi Mondiali di Ciclismo del settembre scorso, sembrano rimasti impressi nella storia fiorentina, non solo per l’evento sportivo di richiamo mondiale, ma per il fatto che ci si stupisce ancora perchè la vita quotidiana è continuata a scorrere senza intoppi.

Da questo è emerso che, per liberare la città dal traffico motorizzato, è evidente ed urgente prendere seri e decisivi interventi sulla mobilità cittadina.
L’amministrazione parla, quindi, favorevolmente di TPL -incremento corse e corsie riservate agli autobus; aumento di treni regionali- ; di misure da adottare per lo scarico merci in zone che non invadano il centro o che avvengano in orari antecedenti quelli scolastici e lavorativi; di parcheggi scambiatori nei pressi delle stazioni cittadine; di introduzione di scuola-bus. Ma gli spostamenti in bici non sono presi in considerazione.

Eppure la ormai famosa settimana settembrina ha visto molte persone adottare la bici come mezzo di trasporto: e noi utenti quotidiani, ci siamo  accorti di ciclisti alle prime armi, di volenterosi cittadini che sicuramente si sono resi conto dei vantaggi di questo mezzo, tant’è che gli utenti abituali dei velocipedi sono di fatto aumentati. Eppure si fa finta di nulla. Si persevera nell’ignorare i ciclisti cittadini.

Riconosciamo indubbiamente un leggero aumento delle piste ciclabili; di alcuni ricongiungimenti; del rifacimento di piste in condizioni disperate, per il manto ormai dissestato. Molto bene, ma non è sufficiente. Il numero di chi da settembre ha scelto la bici, aumenterebbe notevolmente se chi di dovere incrementasse ancora la possibilità alle bici di circolare e si preoccupasse della sicurezza.

Si, perchè tante persone si bloccano davanti al fatto di pedalare sulle strade sguarnite di ciclabili; si lamentano delle piste a singhiozzo, senza continuità; reclamano piu’ rastrelliere e piu’ sicurezza.

Su quest’ultimo punto potremmo dire che è stato fatto un passo indietro, anzichè in avanti: parliamo degli attraversamenti ciclabili. Dovrebbero essere delimitati da quadrotti su sfondo rosso e invece che si fa? Si cancellano anche quelli esistenti (o perlomeno non si manutengono) e si sostituiscono con le classiche “zebre”, causando confusione e discussioni inutili tra pedoni-ciclisti-automobilisti.

Per quanto riguarda l’aumento di zone fruibili dai ciclisti con poca o nulla spesa si potrebbe fare tanto: introdurre il libero transito all’interno di tutto in centro cittadino; introdurre i sensi unici eccetto bici; rendere percorribili, con apposita segnaletica, alcune (e solo alcune) corsie riservate ai bus. Per quanto riguarda le rastrelliere, basterebbe programmare un’adeguata pulizia dai rottami anche solo una volta al mese.

Non dimentichiamoci che grandi aziende hanno al loro interno i Mobility manager, che si sono dati da fare per ottenere riduzioni sugli abbonamenti con ATAF e che, se fosse garantito ai propri lavoratori raggiungere in sicurezza il posto di lavoro, promuoverebbero gli spostamenti in bicicletta.

Che dire? Non vorremmo arrivare a cio’ che si sono visti costretti a fare, i nostri amici olandesi e inglesi a causa di numerosi decessi sulle strade cittadine; ma sicuramente noi continueremo a mantenere alta l'attenzione sul tema CICLABILITA’. All'amministrazione il compito di fare cose concrete e pedalabili.


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