Un cartello non fa zona 30 2
mercoledì 17 agosto 2022 | di Patrizio Suppa
Non sia mai che io sia frainteso: ben venga la zona 30, anzi, io sarei pure per la zona 20. Però non è possibile affidarsi a qualche cartello e adesivo stradale per sentirsi al sicuro. Sarò noioso e ripetitivo, ma è scaricare le proprie responsabilità sugli altri: io ho dato le disposizioni, la colpa è di chi non le rispetta. Sì, è colpa di chi non le rispetta, ma senza controlli seri e continui, chi non osserva le indicazioni viene forse preso solo dopo aver fatto qualche danno. Provo a spiegarmi: senza una modifica stradale che costringa a ridurre la velocità, chi vuoi che venga a sindacare la tua? Se le norme bizantine non permettono di posizionare un autovelox in una strada residenziale, o al limite lo permettono se questo è annunciato da fanfara e bandiere, che senso ha tutto questo? In via Sernesi, giusto per capire, hanno tolto il cartello di limite di 30 km/h per mettere un cartello di zona 30. Cambia qualcosa? Sì, però in peggio se vogliamo: il limite di 30 c’era perché fino a qualche anno fa su quella strada c’erano due dossi rallentatori, ancora segnalati ma spariti. Abbiamo l’assurdità che prima c’era uno strumento fisico di rallentamento, e adesso, con la zona 30, no. Certo, alla fine del mandato qualcuno potrà dire di aver trasformato tot chilometri di strade in zona 30, ma a che pro, se tutto resta come prima? Per rendersi conto che si tratta di una misura praticamente innocua, basta vedere le reazioni della popolazione e dei giornali: nessuna.
|