Non è bello ciò che è bello
giovedì 5 novembre 2026 | di Patrizio Suppa
L’installazione di impianti di energia eolica e solare suscita sempre grandi discussioni che a volte sfociano anche in battaglie legali. Io mi ritrovo a voler fare l’idealista da un lato e il pragmatico dall’altro, per cui non ho soluzioni, ma molti dubbi. Il riscaldamento globale ci chiede un impegno concreto e, da non sottovalutare, immediato. Quello che può aiutarci adesso è l’utilizzo di energia senza emissioni climalteranti. Escluso il nucleare, che nonostante quello che si dice ha bisogno di decenni per partire, rimangono le fonti rinnovabili e, anche se non viene mai citato, il risparmio energetico: il kw/h più pulito è quello che non viene consumato. Detto questo, nelle scorse settimane mi è capitato di fare un giro sull’Appennino, e ho trovato un paio di parchi eolici che vedevo in lontananza. Belli? Brutti? Facevano il loro lavoro. Nello stesso sguardo potevo vedere anche una montagna sventrata da una cava: pale e cave, con un impatto visivo molto differente. Non possiamo piastrellare tutto con i pannelli fotovoltaici né spargere torri eoliche ovunque, ma credo che con ragionevolezza si possa arrivare ad una soluzione, partendo dai dati che abbiamo: abbiamo bisogno di produrre meno CO2 e siamo già in ritardo.
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