Ieri mattina, alla Camera dei Deputati, la Rete italiana per la mobilità equa ha
presentato le criticità del nuovo codice della strada/strage, attualmente all’esame della Commissione trasporti. La Rete (Rime) riunisce associazioni ambientaliste, di ciclisti, pedoni, utenti dei mezzi pubblici e parenti delle vittime della strada. Era ospite di un deputato del centrodestra e uno del centrosinistra, e questo è un primo segno positivo: la sicurezza, anche stradale, interessa tutti.
Nei vari interventi è stata espressa una seria preoccupazione per come potrebbe diventare la mobilità elementare, arrivando a lanciare una serie di manifestazioni per il fine settimana del 14-15 novembre, la giornata del ricordo delle vittime della strada.
Quello che è stato presentato con buone dosi di distrazione di massa (targhe personalizzate, velocità fino a 150 km/h in alcune autostrade, diminuzione dell’entità delle multe, e così via) contiene una serie di dettagli che peggioreranno la vivibilità delle città la sicurezza delle persone. Possiamo ancora far presente che la strada è uno spazio comune e come tale deve restare, dando priorità ai più deboli.