C'è differenza
lunedì 2 novembre 2026 | di Patrizio Suppa
Pino Daniele cantava “A me me piace o’ blues”, ed è ancora una bellissima canzone. Io, che ho portato la mia bici su un treno Blues, non la posso nemmeno fischiettare. Forse questa esperienza è capitata anche ad altri. La carrozza porta bici (di solito due) può contenere teoricamente quattro biciclette, agganciate verticalmente come manzi in macelleria. Mentre in altri treni il sostegno superiore a cui si aggancia la ruota anteriore è a forma di U, spesso anche rivestiti di gomma, in questo tipo di treno è una barretta orizzontale con un fermo all’estremità, per non far scivolare via la ruota della bici, come se questa fosse un rotolo di carta igienica. Qual è il problema che ho riscontrato? Sulla barra orizzontale, la ruota si sposta a destra e sinistra a seconda delle scosse del treno, facendo ondeggiare la bici e, soprattutto, strisciando sul cerchio e graffiandolo. Pensate di agganciare la vostra ruota in carbonio da 3-400 euro su quel gancio e immaginatevela strusciare tra le due estremità della barretta per 30-40 minuti. Quando andrete a tirar giù la bici per cominciare il vostro giro, comincerà a girarvi anche altro per la testa. Secondo voi, chi avrà progettato quei supporti? Hanno pensato alle prese per ricaricare le bici e poi ti ritrovi i supporti che rovinano i cerchi...
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