I confini elastici
venerdì 16 ottobre 2026 | di Patrizio Suppa
In questi giorni si fa un gran parlare di un accordo franco-tedesco sull’industria dell’auto. Cosa dovrebbe esserci in questo accordo? Come abbiamo letto da tempo, i nuovi incentivi europei per l’acquisto di auto elettriche (e, credo, anche ibride) saranno destinati ad auto prodotte in Europa, o perlomeno con almeno il 70% dei componenti prodotti in Ue. Non so come sarà valutato questo 70 % (in peso? in quantità? In valore?), ma mi pare una buona idea, soprattutto se questi incentivi spingeranno le case automobilistiche a produrre auto elettriche più piccole ed economiche, cioè il contrario della tendenza attuale. L’accordo vorrebbe allargare i confini anche al di fuori dell’Unione, anche perché molti produttori hanno delocalizzato stabilimenti in Gran Bretagna, ma anche in Marocco, Turchia e Serbia, tanto per citarne qualcuno. In pratica più che un “Made in UE” sembra più un “Made da una casa madre in UE”. Se l’obiettivo degli incentivi è finanziare gli azionisti, è un ottima proposta, ma se doveva essere quello di rilanciare la produzione in Europa (intesa come Unione) mi pare che siamo lontani. Ovviamente nell’accordo non poteva mancare l’annacquamento dello stop alla vendita di auto termiche nel 2035, spostando l’obiettivo di riduzione delle emissioni dal 90 all’80% e spalmando su tre anni (dal 2030 al 2032) gli obiettivi fissati per il 2030: altri confini che si spostano. Una volta dimenticato il gran caldo patito fino a pochi giorni fa, la preoccupazione per il cambiamento climatico e per la salubrità dell’aria se ne va, come lacrime nella pioggia...
|