Era meglio il codice della strage


Se ci siamo dovuti sorbire le modifiche al codice della strada/strage, lo schema di decreto legislativo approvato dal consiglio dei ministri rischia di diventare il codice del “fateci largo che passiamo noi”.
Non ci credete? Basta leggere i primi due commi del primo articolo del codice attuale:

1: La sicurezza e la tutela della salute delle persone nonché la tutela dell’ambiente, nella circolazione stradale, rientrano tra le finalità primarie di ordine sociale ed economico perseguite dallo Stato
2: La circolazione dei pedoni, dei veicoli e degli animali sulle strade eè regolata dalle norme del presente codice e dai provvedimenti emanati in applicazione di esse, nel rispetto delle normative internazionali e comunitarie in materia. Le norme e i provvedimenti attuativi si ispirano ai principi della sicurezza stradale e della mobilità sostenibile, perseguendo gli obiettivi: di ridurre i costi economici, sociali ed ambientali derivanti dal traffico veicolare; di migliorare il livello di qualità della vita dei cittadini anche attraverso una razionale utilizzazione del territorio; di migliorare la fluidità della circolazione; di promuovere l’uso dei velocipedi.

Adesso leggete i tre commi dell’articolo 2 della proposta (l’articolo 1 definisce l’ambito di applicazione) e vedremo subito come cambia la filosofia:

1. La disciplina delle modalità di esercizio della mobilità sulle strade ad uso pubblico si fonda sul principio della libera circolazione in ogni forma e con ogni mezzo, nel rispetto dei limiti, degli obblighi e dei divieti stabiliti dal presente codice.
2. Fatte salve le misure adottate nella gestione delle situazioni di emergenza o le misure di natura contingibile e urgente adottate per fronteggiare situazioni eccezionali, possono essere imposte limitazioni alla circolazione del singolo utente o veicolo solo nei casi disciplinati dal presente codice o nei casi espressamente previsti in altre disposizioni di legge.
3. La libera circolazione su strada degli utenti, delle merci e dei veicoli può essere soggetta a limiti, obblighi e divieti per motivi di interesse pubblico connessi, in particolare, alla tutela della salute, alla tutela dell’ambiente, all’ordine pubblico e alla sicurezza stradale, nel rispetto di criteri di proporzionalità, ragionevolezza e adeguatezza. In relazione all’interesse pubblico da tutelare, nella
determinazione delle limitazioni di cui al primo periodo si tiene conto delle esigenze di circolazione
connesse agli scambi e alla produzione.

Si passa dalla sicurezza e tutela delle persone e dell’ambiente al principio della libera circolazione.
La circolazione dei veicoli è il moloch a cui dobbiamo adeguarci. Lo scopo di strade, piazze e viali non è far incontrare le persone, ma far spostare auto e furgoni. Vuoi attraversare? Allora corri, per non interrompere la circolazione. I limiti alla circolazione? Devono rispettare proporzionalità, ragionevolezza e adeguatezza e dovranno tener conto delle esigenze degli scambi e della produzione: qualsiasi zona 30 può rientrare in quei parametri? Difficile solo pensare che possano esistere ancora: ridurre la velocità urbana rispetto al limite indicato dei 50 all’ora (art. 50, comma 6 lettera d) potrà essere fatto “solo per singole strade o tratti di strada” (art. 19, comma 5), e, se ho capito bene, con il ministero che potrà ripristinare d’imperio i limiti (art. 14, comma 1 lettera d).
Possiamo poi aggiungere il blocco dell’adeguamento automatico all’inflazione dell’importo delle multe o le multe per eccesso di velocità proporzionate al superamento del limite ignorando che la pericolosità di uno scontro stradale non è proporzionale alla velocità stessa.
Ci sono ancora alcuni mesi prima dell’approvazione: forse c’è ancora spazio per fermare questo scempio.
Torna indietro

FIAB Firenze Ciclabile

  • Sede legale: c/o Circolo ARCI Lavoratori Porta al Prato, via delle Porte Nuove 33; 50144 Firenze FI

  • Email: Clicca qui per scriverci

  • Codice fiscale: 94122650487

Iscriviti alla newsletter

Inserisci il tuo indirizzo email:

Privacy

Privacy Policy
Cookie Policy

Visita anche...

FIAB
Rivista BC
Bicitalia
Albergabici

Area riservata

Nome utente

Password