Riassumiamo: qualcuno si sveglia al mattino e bombarda un altro paese. Motivazioni più o meno sensate (io credo meno, ma questo non è importante), e l’aggredito mette in crisi il mondo intero chiudendo il passaggio da cui passa una gran parte del traffico di petrolio e gas mondiale.
Il risultato lo vediamo da sette mesi, con benzina e gasolio che aumentano, aumentano e aumentano.
Dopo aver sollevato il vespaio (e, a quanto sembra, non sapere come rimettere a posto le cose), negli Stati Uniti è stata
modificata la normativa sulle emissioni e i consumi delle auto approvata della precedente amministrazione, ovviamente al ribasso.
In pratica, mentre le vecchie norme prevedevano che entro il 2031 i costruttori producessero modelli con una media di consumo di 21,4 km al litro, le nuove hanno spostato il limite a 14,8. Tutto questo perché, dicono, queste normative mettevano lacci e lacciuoli ai produttori, senza aumentare l’occupazione e aumentando i costi delle auto. Grazie (si fa per dire) a queste nuove norme, i prezzi delle auto potranno abbassarsi anche di 1.300 dollari, permettendo a più persone di cambiare l’auto.
A colpo d’occhio si vede subito che il maggior consumo non è poco: su 100 km sono più di due litri di carburante, in un corto circuito in cui un governo permette di costruire auto che consumano di più mentre fa una politica che fa aumentare i prezzi di benzina e gasolio. Fate i vostri conti, ma non mi pare proprio una scelta lungimirante.