Nei giorni della grande calura ho letto nell’edizione fiorentina di Repubblica della
proposta di legge regionale per favorire la depavimentazione e la piantumazione di nuovi alberi.
Il giorno dopo sullo stesso giornale trovo la notizia del
finanziamento di nuovi parcheggi per i comuni toscani attraverso un bando regionale, con una preferenza per la sostenibilità ambientale: lampioni a led/fotovoltaici, asfalto drenante o distributori di acqua potabile.
Nel merito, penso che siamo nel 2026 (quasi 2027) e che la prima opzione di (più o meno) sostenibilità nell'ambito automobilistico, e in particolare in un parcheggio, dovrebbe essere la presenza di colonnine di ricarica.
Tralasciando il resto mi ha davvero fatto sorridere trovare un giorno dopo l’altro due iniziative che paiono cozzare l’una contro l’altra. Qualcuno se n’è accorto? In piena ondata di calore c’era da pensare soltanto alle vacanze, alle fette di cocomero ghiacciato e ai ventilatori che giravano all’impazzata.
Lo so che i parcheggi servono, ma servirebbe anche cominciare a pensare ad un modo diverso di muoversi e, soprattutto, di sostare, anche perché spesso si dimentica che si tratta di spazio pubblico.
Ah, sempre sullo stesso giornale ieri ho trovato un altro divertente accoppiamento di notizie: nella pagina sinistra si annunciano due maxi parcheggi da 7-800 posti totali alla stazione Foster, in quella destra invece la creazione in città di dieci strade giardino, senza asfalto e stalli di sosta e piantando filari di alberi.
E’ questa la transizione che ci salverà?