Le dimensioni contano 5


Un articolo molto interessante racconta di un grande problema per gli automobilisti. No, non è lo scudo verde, la Zcs o la fine dei motori a benzina: è la dimensione delle automobili. Come si può capire facilmente, il tema è trasversale e indipendente dall’alimentazione del veicolo: che si tratti di auto a benzina, elettriche o a limonata, lo spazio (pubblico!) che devono spartirsi oggi e in futuro è lo stesso e riguarda anche chi in auto non ci va.
Altri ne avevano già scritto, ma l’incremento delle dimensioni delle auto, in uno spazio che è fisicamente circoscritto, diminuisce il numero delle auto che possono starci. In pratica: auto più grandi nello stesso parcheggio diminuiscono il numero totale di stalli. E’ stato calcolato che a Roma i posti auto potrebbero diminuire tra l’8,5 e il 14%. Sentite anche voi un brivido lungo la schiena?
Nel 2000 le auto erano lunghe mediamente 4,09 metri, mentre nel 2025 arrivavano a 4,38 con una prospettiva al 2040 di 4,56 metri. Idem per la larghezza: da 1,69 metri si è arrivati a 1,82 e in prospettiva 1,9 metri. Gli stalli di 5x2,5 metri diventano improvvisamente troppo piccoli e quindi… diventerà necessario aumentarne le misure.
La parte peggiore viene adesso: anche il frontale delle auto è diventato più alto: 77 cm nel 2010 e 84 nel 2025, con la tendenza a 92 cm nel 2040. Il frontale più alto significa più pericolo per pedoni, ciclisti, motociclisti. I bambini diventano invisibili e rischiano costantemente di essere investiti senza essere visti. Una stima calcola 400 morti stradali in più per gli “utenti deboli” in Europa mantenendo questa tendenza rispetto ad una limitazione delle dimensioni.
La dimensione delle auto è dettata dai produttori, che vendendo auto più grandi hanno più margini di guadagno, ma non porta vantaggi generali alla mobilità: se devi spostarti da A a B, puoi farlo agevolmente anche con auto lunghe quattro metri. E’ quindi partita un campagna per richiedere un ridimensionamento delle auto circolanti nell’Unione europea, per rendere più sicure (e spaziose) le nostre strade, indipendentemente dall’alimentazione. Mi pare una battaglia di sopravvivenza.
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