Il lockdown volontario
martedì 30 giugno 2026 | di Patrizio Suppa
In estate è sempre stato caldo, no? E allora, perché tutto questo can-can sulle alte temperature? In questi giorni roventi non ho trovato molto spazio per chi obietta l'allarme per il riscaldamento globale, ma nella testa di molti è rimasto. Mi è bastato sentire alla radio qualche intervento sul cambiamento climatico che non esiste per mettermi a ridere (per non piangere): scienziati militari che modificano il clima a comando, poteri forti che vogliono spostare le nostre produzioni altrove per non pagare le tasse, lobby delle batterie che vogliono venderci auto elettriche. Uno sciocchezzaio che sembra infinito, dove si tralasciano elementi misurabili e oggettivi come la concentrazione di anidride carbonica nell'aria che è a livelli altissimi ed è causata dalle nostre attività, ignorando poi che tutto questo era già stato previsto decenni fa dagli scienziati delle società petrolifere, chiudendo i risultati in un cassetto per continuare a vendere petrolio, gas e carbone. Il risultato lo abbiamo sotto gli occhi: giorni infernali (il mio personalissimo termometro esterno nei giorni scorsi segnava 28 gradi alle 5 del mattino) e nessun governo che ci obbliga a stare in casa, ma il buon senso ci spinge a farlo. E' un lockdown “light”, magari circoscritto, che se ci pensiamo non si limita solo al caldo ma si può allargare a tutto l'anno con le giornate di allerta per le tempeste, come quelle che potrebbero arrivare tra poche ore e creare allagamenti, frane e disastri vari. Tutto questo in che posizione sarà nell'agenda di chi ci governa, ad ogni livello?
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