Due non è meglio di uno (e settanta)


A forza di rincari di benzina e gasolio, siamo arrivati a vederci aumentare il prezzo del biglietto del bus, che a partire da agosto passerà da 1,70 a 2 euro. Era tutto scritto nel contratto di servizio, ma vedo che ognuno cerca di smarcarsi da questa decisione.
Il nostro era uno dei biglietti più economici in Italia (Milano 2,20 euro per 90 minuti, Napoli 1,30 per corsa, Bologna 2,30 per 75 minuti, Torino 2 per 100 minuti, Bolzano 2 per 60 minuti, solo a Roma si pagano 1,50 euro per 100 minuti)
Che i prezzi dei carburanti siano aumentati mi pare assodato, e se il gasolio è aumentato del 30% (e l’elettricità del 15%), l’aumento era quasi inevitabile. In alternativa, si poteva fare come per le accise: un taglietto qua e uno più in là, ma mi pare sia rimasto poco da tagliare. Il problema è che chi paga il biglietto continuerà a ricevere lo stesso stipendio (se ce l’ha), e pensare di aumentare il prelievo fiscale è visto come un abominio. 
A fronte del rincaro molti torneranno ad usare l’auto? Visti i costi del carburante, non credo sia così automatico. Potrebbe forse essere più realistico che qualcuno, scendendo in cantina, riveda la sua vecchia bici e si domandi: e se provassi a...  
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