Ma mi faccia il piacere 75
mercoledì 20 maggio 2026 | di Patrizio Suppa
Nell'ennesima intervista pubblicata su un quotidiano, il ministro dell'ambiente (e della sicurezza energetica) ha di nuovo perorato la causa del ritorno all'energia atomica, perché, i sogni sono belli, ma lui, avendo vari nipoti, tiene i piedi per terra ipotizzando l'arrivo dei primi reattori già nel 2034. Lo ringraziamo, ma il popolo sovrano ha già detto, per due volte, che l'energia nucleare non interessa. Apprezzerei di più il suo lavoro se si attivasse per ridurre in consumi prima di pensare di aumentare la produzione. E' proprio sulla produzione che non ci siamo: parla dell'energia che in Italia è troppo legata al gas e quindi per lui sono necessarie le rinnovabili, ma anche il nucleare, perché non possiamo riempire l'Italia di pale e pannelli. Perché no, mi chiedo, ma questo è un altro problema. Lo stesso quotidiano fa un grafico con i costi energetici in Europa: la media è 171,2 euro per Mwh mentre in Italia è 230. La Spagna invece ha un costo di 131 euro per Mwh con mix energetico del 55% rinnovabile, 25 fossile e 20 nucleare, anche se intende chiudere le sue cinque centrali nei prossimi dieci anni. Se poi guardiamo la Danimarca, con 123 euro al Mwh (cioè l'energia costa quasi la metà rispetto all'Italia) ha la stragrande maggioranza della produzione dell'energia elettrica che proviene da rinnovabili (soprattutto eolico), poi biomasse e, in quantità residuale, da fossili. Usciamo di casa, guardiamo quanto sole abbiamo e quanti tetti di capannoni possono essere coperti di pannelli fotovoltaici, e domandiamoci: che stiamo aspettando?
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