L'idrogeno esiste?
giovedì 14 maggio 2026 | di Patrizio Suppa
Prima che qualcuno chiami la neurodeliri dirò che sì, nel mondo l’idrogeno esiste, ma nel mondo del trasporto automobilistico mi rimane il dubbio. Ci sono auto e bus che usano l’idrogeno, ma sono davvero utili nella transizione energetica? Rispetto ad un bus o un gippone a gasolio certamente, ma rispetto ai veicoli a batteria? Tralascio le automobili (in Italia i distributori di idrogeno si contano su una mano), mentre è importante parlare di autobus del servizio pubblico. I volumi di immatricolazione non lasciano dubbi: nel 2025 in Europa sono stati immatricolati più di 11.000 autobus a batteria, mentre quelli a idrogeno sono stati qualche centinaio. L’idrogeno piace, almeno in teoria, tanto che Bologna ha intenzione di comprare 127 bus a celle di combustibile, mentre a Ferrara ce ne sono già 10 in funzione. Come dicevo, sempre meglio del gasolio, ma uno studio sui bus di Bolzano, dove convivono mezzi a gasolio, metano, ibridi, a celle ed elettrici, uno studio ha mostrato che i mezzi a idrogeno hanno costi operativi più alti di 2,3 volte rispetto agli analoghi elettrici; in più, adesso l’idrogeno viene acquistato addirittura in Lombardia, perché la produzione locale è troppo cara. Infine, anche se il problema non è legato al carburante, a Vienna dopo soli sei mesi dalla consegna, ben sette dei dieci nuovissimi autobus a idrogeno sono fermi in deposito perché sono guasti vari componenti non legati al carburante: il produttore non riesce a trovare e inviare i pezzi di ricambio, probabilmente perché non ha sufficienti volumi di produzione. Infine una considerazione: se a quasi venticinque anni dall’uscita del libro “Economia all’idrogeno” che preannunciava le meraviglie di questa tecnologia siamo ancora quasi a zero, un motivo ci sarà.
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