Mi fa sorridere e pensare la proposta di vendere i biglietti del tram a prezzo maggiorato per i turisti, per Villa Costanza o l’aeroporto. Con gli introiti aggiuntivi si potrebbe finanziare l’aumento delle corse durante i fine settimana. E’ un’ottima idea o no?
La prima riflessione, a partire dal famoso detto che ha pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca, è che i turisti non votano qui, quindi… si vince facile. Da una parte si inventa di tutto per rendere “attrattiva” Firenze, e dall’altra si mostra uno strabismo dove i turisti congestionano i servizi cittadini e si cerca il sistema per ottenere qualcosa in più.
La seconda invece riguarda l’idea di aumentare i prezzi del biglietto su due linee che hanno filosofie completamente diverse.
Cominciamo con la linea per Peretola: mettere un biglietto più caro per l’ultima fermata era un’idea già presente prima dell’apertura della linea tramviaria, che a logica potrebbe aver senso verso aeroporti lontani dalla città, ma non per uno che dista 6-7 chilometri in linea d’aria dalla facciata del Duomo. Inoltre, mediamente a Peretola passano poco più di 10.000 passeggeri al giorno: quanti di questi prenderanno la tramvia? Quanto si potrebbe incassare con numeri così bassi? La misura sembra proprio pensata per spremere qualche euro in più senza dare alcun servizio ulteriore rispetto a chi sale o scende alla fermata precedente?
E’ però su Villa Costanza che si raggiunge l’apoteosi della comicità. Quel parcheggio e quella fermata sono nati per decongestionare il traffico su Firenze. Grande idea, e adesso ci si lamenta che, una volta tanto, un’intuizione geniale funzioni davvero. Si parla di 85.000 bus l’anno, oltre 230 al giorno di media, anche se sul
sito del parcheggio sono segnalati solo 25 posti per i bus (e quasi 500 per le auto). A tutto questo vanno aggiunti i bus a lunga percorrenza che partono e arrivano dallo stesso parcheggio (e capolinea tramviario), spostati lì dalla precedente amministrazione comunale. Insomma, un successo che crea un sacco di problemi e che potevano essere mitigati fin dal principio utilizzando convogli tramviari più lunghi e quindi più capienti, visto che da adesso fino a novembre troveremo spesso (e malvolentieri) le carrozze strapiene.
In conclusione, aumentare il prezzo del biglietto porterà più soldi, ma non risolverà il problema del congestionamento dei convogli.