Quattromilacinquecentocinquantadue
lunedì 20 aprile 2026 | di Patrizio Suppa
Passare davanti ai totem contabici mi mette sempre di buonumore, anche se una volta è capitato che quello del viale Vespucci mi deludesse: una sera sono passato poco dopo la mezzanotte, e avrei voluto essere il primo della giornata, e invece… ero già il sedicesimo! A parte queste piccole manie che potrebbero essere indice di qualche disturbo della personalità, nei giorni scorsi ho voluto vedere quanti ciclisti passavano in una giornata piuttosto primaverile dal lungarno Vespucci, e ho fatto le foto, più o meno alla stessa ora, del numero dei passaggi. Beh, sono rimasto di stucco: 4.452 passaggi in praticamente ventiquattro ore. E’ bastato avere il tempo asciutto e le temperature più miti per arrivare a cifre del genere. A gennaio avevo fatto un giochino del genere trovando oltre 2.500 passaggi giornalieri, e già mi sembrarono tanti. Adesso che i sensori danno i numeri, qualcuno li dovrebbe leggere e agire di conseguenza. I quattromila e più ciclisti che passano dal lungarno Vespucci e il migliaio che passa dal viale Rosselli non possono essere ignorati: buona parte di entrambi passano da piazza Vittorio Veneto, mentre la maggioranza di quelli del lungarno deve passare su un ridicolo marciapiede ciclabile (senza pittogrammi), diventato impraticabile a causa della fiumana di turisti che vanno e vengono dal parcheggio degli autobus. Infine, non ci sono solo i totem: i dati dei sensori devono essere pubblicati sulle pagine web della rete civica comunale, e aggiornati quotidianamente. Potrebbe sembrare un dettaglio, ma non lo è: quei dati devono essere pubblici non solo per fare contenti i ciclisti, ma per chi in bici non ci va. Le ciclabili, anche quelle fatte male, sono pagate con soldi pubblici, e anche chi non usa la bici ha il diritto di sapere quanto sono importanti, pur nella loro normale diversità di utilizzo.
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