Vittima
mercoledì 18 marzo 2026 | di Patrizio Suppa
C’è forse un destino cinico e baro che ha voluto la prima vittima stradale del 2026 in città proprio il giorno dopo la commemorazione del decimo anniversario della legge sull’omicidio stradale. Rileggere le dichiarazioni del giorno prima della Sindaca mentre vedo le notizie del ciclista travolto da un camion sui viali mi lascia un grande sconforto. Rileggo le sue parole e se da un lato mi dà speranza sentir dire che l’obiettivo del Comune è arrivare a zero morti per strada, dall’altro mi fa cadere le braccia quando cita i numeri dei morti stradali, dicendo che dal 2023 al 2025 si è passati da 15 a 8 morti. L’impressione che dà è che ci sia una diminuzione progressiva, e invece no: perché prendere i dati del 2023 e non del 2024, quando è diventata Sindaca? Forse ha forse preso in considerazione il 2023 perché ci sono state più vittime e mostrare una riduzione percentuale più sostanziosa, senza però dire che nel 2022 ce ne sono state 9 e nel 2019 addirittura 6, quando non c’erano nemmeno le cosiddette zone 30. Una vittima è sempre troppo, sia chiaro, e se diminuiscono ve benissimo. L’impressione che mi rimane è che la diminuzione o l’aumento siano molto legati al “fattore C”, anche se mi auguro con tutto il cuore di sbagliare. Se poi il ciclista morto ieri è stato travolto perché ha perso l’equilibrio al semaforo ed è caduto ed è stato travolto mentre l’autista del camion non poteva vederlo a causa dell’angolo cieco, è forse il momento di tornare a chiedere con forza l’obbligo dei sensori dell’angolo cieco per i mezzi pesanti che si muovono in città.
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