Le piramidi di noantri
lunedì 9 marzo 2026 | di Patrizio Suppa
Guardi le foto delle piramidi egiziane e subito viene in mente la potenza di chi le ha fatte costruire: sono lì da migliaia di anni a ricordarcelo. Nel loro piccolo, da sempre vari personaggi cercano un monumento che li ricordi per sempre: potrebbe essere un ponte sullo stretto, una diga, un grattacielo oppure, più in piccolo, un aeroporto o persino qualche chilometro di strada. Non mi spiego altrimenti il perché qualcuno resti avvinghiato a progetti che da più parti vengono indicati come inutili, superflui o persino potenzialmente dannosi. Per esempio, prendiamo di nuovo la strada che dovrebbe collegare via Pistoiese con Porta al Prato: per anni ho letto sui giornali le magnifiche proprietà curative di questa nuova infrastruttura, indispensabile e necessaria. E’ bastato l’arrivo di un nuovo comitato (i cosiddetti “nobili”) che si è scatenata la bagarre: ecco spuntare dal dimenticatoio un documento di Arpat che sulla strada dice che anche se gli impatti delle emissioni saranno lievi, in un contesto generale di diminuzioni delle stesse “rendono necessaria la verifica dell’opzione zero di non realizzazione della strada”. Era il 2023, ieri l’altro, e tutto è andato avanti lo stesso, senza che sia spuntato alcun dubbio sulla bontà (quale?) del progetto. Un consigliere di opposizione ha tirato fuori questo documento, e il Consiglio comunale ne dovrà discutere. Nel frattempo farò un breve, semplicistico e demenziale riepilogo delle contraddizioni legate a questa strada, che, almeno all’inizio, diluirà e non diminuirà il traffico che adesso va su via Baracca-via Ponte alle Mosse (o in direzione contraria su via delle Porte nuove-Toselli-Baracca) per ributtarlo pari pari sui viali. Primo: la nuova strada correrà accanto al percorso della ciclabile e della linea tramviaria 4: il primo caso della storia cittadina in cui la tramvia aumenta la sezione stradale invece di diminuirla. Secondo: lo scopo della linea tramviaria è togliere le auto (il traffico) dalle strade per cui resta un mistero il motivo di creare una nuova strada, tanto più che lungo il suo percorso è previsto almeno un parcheggio scambiatore. Terzo: quella strada finirà (o inizierà) sul viale Rosselli, che già oggi non appare come un esempio di fluidità.
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