Nel nuovo capitolo del libro sull’urbanistica cittadina, il capitolo che riguarda le ex officine delle ferrovie ha suscitato l’intervento di tanti, a partire dalla richiesta di fermare le ipotesi di utilizzo dell’area in prossimità delle Cascine, come la nuova strada che da via Pistoiese dovrebbe portare a Porta al Prato.
Come si sa, appena si parla di strade e parcheggi gli animi si accendono e partono dichiarazioni e contro dichiarazioni. L’
ultima che ho letto riguarda il comitato della zona di via Toselli, che invoca la costruzione della nuova strada, visto che da “moltissimi anni” c’è un traffico insostenibile, “situazione gravemente peggiorata” a causa dello spazio occupato dalla pista ciclabile, con code interminabili, stagnazione dei gas di scarico e così via.
E’ chiaro che il flusso continuo delle auto sia un problema, ma che una pista ciclabile aperta, se non ricordo male, nel 2023 (tre anni fa) abbia reso la mobilità insopportabile su quella piccola autostrada che era (e un po’ lo è ancora) via delle Porte Nuove e via Toselli, forse è un po’ esagerato.
La pista di via Toselli è, contabici alla mano, una delle più utilizzate della città. Se ci sono troppe auto in coda, il problema sono le troppe auto, non le troppe (!) bici. Se le troppe auto fossero elettriche, le auto resterebbero lo stesso in coda, ma i residenti respirerebbero meglio e senza avere troppo rumore. Quindi, come nel gioco dell’oca si torna alla casella di partenza: la nostra città, i nostri polmoni e le nostre vite possono sopportare tutte queste auto?
Aprire un nuova strada potrà alleggerire il peso del traffico sulle strade limitrofe per un po’ di tempo, ma resterà in vigore la solita regola: più strade ci sono, più auto ci vanno. Non solo: secondo quanto scritto sul Corriere fiorentino nei giorni scorsi, lo studio trasportistico del progetto della nuova strada (del 2023) parlava di alleggerimento del traffico in via Pistoiese e di aggravio nella zona di Porta al Prato, e questo sembra proprio il contrario di quello che chiedono i residenti.
Infine, permettetemi una provocazione: se l’amministrazione crede così tanto nella tramvia e nella sua capacità di ridurre il traffico, che senso ha costruire una nuova strada proprio accanto alle Cascine se ci sarà una riduzione delle auto in circolazione grazie alla nuova linea tramviaria?