Decoro sì, decoro no 26


Mai sottovalutare un ciclista, e, a maggior ragione, mai sottovalutare un’associazione di ciclisti.
Il Comune di Cagliari ha emesso il consueto regolamento in cui si specifica che le biciclette non possono essere legate a pali e così via per il solito inossidabile motivo, buono per giustificare qualsiasi cosa: il decoro. La Fiab locale ha contestato la misura fino al Consiglio di Stato, perdendo il confronto.
Però, come scrivevo prima, mai sottovalutare un’associazione di ciclisti: in questi giorni hanno presentato un ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo.
Iniziativa temeraria? Lo vedremo più avanti, ma leggere ancora nel 2026 di bici legate ai pali e di decoro mi riempie il cuore di nostalgia per i (bei) tempi andati. Io continuo a non capire la differenza di decoro tra vedere un groviglio di bici legate ad una rastrelliera oppure una legata ad un palo dove non crea intralcio. Eppure basterebbe partire dalle basi: una bicicletta è un veicolo, ma non è come gli altri veicoli. Se non è stabilmente legata ad un supporto inamovibile, il primo che passa la prende sottobraccio e se la porta via. Nessun altro veicolo si può rubare con questa facilità. Servono rastrelliere ben fatte, quindi, e tolleranza nell’uso di pali e lampioni, con una sola discriminante: non legare le bici dove possano essere di intralcio. Intanto, auguri ai ciclisti cagliaritani.
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