No T.A.B. 88


Mi sono capitate sott'occhio alcune foto della scorsa estate, e mi è venuto il mal di stomaco: non per le ferie finite, ma per il parallelo che si è istantaneamente materializzato nella mia testa.
Dopo quasi una ventina d'anni sono passato da Lienz e ho trovato la zona della stazione completamente riqualificata. Mi ha fatto sciogliere nell'invidia vedere il sottopasso pedonale e ciclabile, rigorosamente separati, che permette di passare sotto la stazione e scavalcare i binari e, volendo, salire ai treni grazie agli ascensori che, guarda un po', sono grandi abbastanza da contenere la bicicletta. Non solo: non si sono risparmiati per le dimensioni della pista ciclabile, tanto che, se non fosse stata verniciata di rosso, l'avrei scambiata per una delle nostre strade provinciali.
Con il mio personalissimo travaso di bile sono andato a pensare al futuro sottopasso tramviario delle Cure, e di come un progetto complessivo da centinaia di milioni non abbia potuto contemplare la riqualificazione dell'attuale sottopasso pedonale, creandone uno abbastanza ampio da separare i flussi pedonale e ciclistico. Va bene la tramvia, ma qui si tratta della vivibilità di tutta l'area intorno alla piazza e di un tassello importante della mobilità ciclistica, considerando che le piste del viale dei Mille e dei viali sono nate quasi quarant'anni fa per i mondiali di calcio.
Scelte frettolose o non ponderate portano a situazioni problematiche (per chi ci vive) come già successo in piazza Batoni, viale Belfiore o piazza Dalmazia, che adesso ci dobbiamo tenere così.
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