Fare ricorso al ricorso
giovedì 29 gennaio 2026 | di Patrizio Suppa
Delle tre aziende di noleggio di monopattini a Firenze, una ha fatto ricorso al Tar contro la fine della concessione del servizio (sperimentazione!?) ad aprile. Non sono un avvocato e non posso immaginare l’esito che avrà, ma la contestazione alle motivazioni che hanno portato l’amministrazione a far cessare il servizio mi pare abbastanza sensata. Si può riassumere in tre “filoni”: il sopravvenuto obbligo del casco, la sosta selvaggia e l’indisciplina alla guida. L’obbligo del casco, per quanto ideologico, è a cura di chi lo utilizza, che c’entra il servizio? Sarà cura di chi noleggia mettersi in regola. Improbabile che qualcuno si porti il casco da casa, è chiaro, ma che c’entra il noleggiatore e il servizio che offre? Sulla sosta selvaggia siamo d’accordo, ma a fronte di qualche decina di cialtroni, è intelligente buttare nel bidone tutto il servizio? E’ una reazione non proporzionata, tanto più che il cialtrone non più monopattinatore prenderà la bici e la lascerà dove crede, come spesso accade già. Infine, la guida pericolosa, sui marciapiedi, la velocità e tutto il resto: qui servono i controlli, anche sui mezzi privati. Sappiamo quali sono le regole e chi dovrebbe farle rispettare, tanto più che è in arrivo il “targhino”, anche se i monopattini a noleggio sono già numerati. Con la stessa filosofia, qualcuno vuol vietare l’uso delle auto perché superano i limiti di velocità, entrano in ztl o sostano in doppia fila?
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