Piedi per terra
venerdì 16 gennaio 2026 | di Patrizio Suppa
L’irritazione che trapela (si fa per dire) dalle dichiarazioni delle amministrazioni favorevoli all’ampliamento dell’aeroporto dopo il nuovo ricorso presentato dall’Università di Firenze la dice lunga sulla gestione di questo progetto. E’ un ricorso “pesante” questo, che ha fatto saltare i nervi a qualcuno. Sorvolando (è il caso di dirlo) sul “dopo tutto quello che abbiamo fatto per loro” e su “le istituzioni devono seguire l’interesse generale”, provo a eliminare la retorica e semplificare la questione. La nuova pista passerebbe accanto ad aule e laboratori scientifici, l’aumento dei voli potrebbe creare disagi e danni a professori, studenti e strutture. Si può chiamare “scelta politica”? Giudicate voi: chi è responsabile di queste strutture difende gli interessi della sua comunità, che, almeno in teoria, dovrebbe essere al servizio di tutti. Invece da decenni quelle strutture sono state sbattute lontano da tutti e tutto, con un servizio pubblico ridicolo e, ciliegina, la tramvia che non passerà più da lì, ma in pratica lo “sfiorerà”. Mi sembra di respirare la stessa atmosfera di tante altre occasioni: un progetto amato da qualcuno deve essere fatto, vada come vada. poco importa se è tra ferrovia, autostrada, caserma, università. Chiudo la riflessione buttando lì due numeri ben sapendo che non si mescolano le mele e le pere: a Peretola transitano poco più di 10.000 passeggeri al giorno, alla stazione di Firenze Santa Maria Novella 160.000: dov’è l’interesse generale?
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