In cerca di emergenze 4



Leggere del Sindaco che si lamenta delle troppe auto in giro è una di quelle cose che mi fa sobbalzare sulla sedia. Appena ripreso dallo choc, ecco che mi sorge la domanda: e finora dov’era?
Senza polemica, l’associazione dei ciclisti lo dice da anni, e io concordo: ci sono troppe auto, troppi incidenti e troppi inquinanti da respirare. Non solo: se il traffico è aumentato adesso, cosa succederà da mercoledì? Lo sappiamo già: le strade saranno ancora più riempite di auto, costruendo un’emergenza che non è tale visto che si ripete con regolarità ad ogni suono di campanella settembrino.
Spronare i cittadini a usare bici e mezzi pubblici è un buon esercizio retorico, ma non mi pare porti risultati sulla mobilità. Fare qualche tratto di ciclabile qua e là (Ponte Rosso e Parterre, via Baracca)  è sempre utile, ma senza un piano vero, ampio e di rapida attuazione non ci sarà nessun genitore che manderà a cuor leggero i propri figli a scuola in bici.
Se la situazione è di emergenza, non bastano le (giuste) affermazioni di principio: le scuole, o buona parte di esse, devono essere raggiungibili in sicurezza in bici o a piedi. Una volta raggiunte, devono avere rastrelliere adeguate per parcheggiare le bici. Il resto sono belle parole che scaldano il cuore, ma lasciano le bici in cantina.
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