lunedì 28 maggio 2007

Piazza Madonna della Neve non è altro che il vecchio cortile del carcere delle Murate, tornato a nuova e splendida vita, aperto e accessibile (a pedoni e bici) da via dell'Agnolo e da via Ghibellina.

Molti già lo conoscevano perchè in quella sala si era tenuta l'assemblea annuale 2007 dei soci  Firenzeinbici.

Un posto davvero splendido, il cui contesto richiama a quella qualità della vita che vorremmo nella nostra città,  e che ci ha ispirato nella discussione. La serata di mercoledì 16 maggio ha avuto, forse anche per questo, un ricco, intenso e proficuo dibattito sul tema "come vogliamo le ciclabili", che poi si è ampliato a "quale ciclabilità a Firenze".

La relazione di Valerio, interlocutoria e mirante ad impostare i punti cruciali, e i numerosi contributi, hanno delineato un quadro abbastanza chiaro. Ecco una breve sintesi delle conclusioni.

PRESUPPOSTI

A Firenze abbiamo poche strutture ciclabili ma molta gente va in bici in modo fai-da-te, in crescita costante. Obbiettivo: uscire dalla nicchia e dall'arrangiarsi, diventare segmento della mobilità a pieno titolo, riconosciuto e premiato.

APPROCCIO

1) rete ciclabile e non tratti qua e la
2) moderazione del traffico, non solo piste ciclabili
3) lo spazio: no al residuale per la bici rispetto al traffico motorizzato
4) la moderazione e l'erosione spazi a favore delle ciclabili migliora la sicurezza di tutti e il traffico stesso, non il contrario
5) a Firenze serve "tanta ciclabilità", a tutti i livelli, dal soft al blindato, molto più che poche opere di prestigio

PRIORITA'

1) collegamenti ciclabili "forti" fra anello dei viali e periferie e semiperiferie, in rete e continuità
2) particolarmente drammatiche le direttrici centro-Firenze nord (Rifredi, Novoli, Careggi etc.)
3) ciclabilità "minore": di quartiere, nel centro etc.

TIPOLOGIE (con esempi)

1) Ciclabili in sede propria

sempre preferibili, e quasi sempre necessarie sulle grandi direttrici a traffico intenso
separatori non necessariamente cordoli in cemento ma anche altri come:
- transenne fisse ("parapedonali") es. v.le Don Minzoni
- siepi o aiuole
- fioriere
- stretti marciapiedi
- piolini
- cordoli riflettenti, anche non invalicabili (come in alcune preferienziali)

2) Ciclabili su marciapiede con separazione ottica

- soluzione accettabile se con larghezza sufficiente (es. > 3,5 metri)
- soluzione economica e di rapida/facile realizzazione
- inaccettabile per interventi strutturali (ex-novo, o rifacimento marciapiede allargato: la separazione fisica costa uguale o meno ed è molto meglio)
- necessaria ottima separazione ottica (fondo rosso, simboli frequenti, occhi di gatto, altro)

3) Promiscue ciclopedonali

soluzione poco valida e da limitare a casi specifici:
- temporanea per cantieri su ciclabili esistenti
- brevi tratti di collegamento (es. ponti, raccordi fra due ciclabili etc.)
- provvisoria, in attesa di soluzione adeguata, specie in aree altrimenti non ciclabili e ad alto rischio su carreggiata (es. v. Bronzino)
soluzione accettabile invece nei percorsi extra-urbani e per il tempo libero

4) Ciclabili in corsia riservata (su carreggiata con separazione solo ottica)

- soluzione valida solo con basso traffico (= basso rischio)
- due monodirezionali, unaper lato (es. lungarno Corsini è pericolosa in un senso)
- una monodirezionale e sul lato opposto transito bici sulla carreggiata normale
- pericolo ostruzione da sosta: ove possibile a sinistra dei posti auto (con sosta fra ciclabile e marciapiede)
- pericolo invasione: aumentare visibilità (fondo rosso e delimitazione tramite occhi di gatto, piolini flessibili o altro)
- richiede vigilanza severa 

5) aree pedonali (centro e altrove)

- rendere ciclopedonali esplicitamente e a tutti gli effetti
- bidirezionali per i ciclisti come per i pedoni
- collegamento delle aree pedonali per realizzare direttrici ciclistiche, con interventi leggeri (attraversamenti ciclabili, brevi tratti ciclopedonali, corsie riservate, abilitazione di alcune corsie preferenziali o semplice segnaletica guida orizzontale e verticale)
- consentire transito bici in vie di scorrimento del centro che già hanno molte deroghe: es. esistente/da realizzare: Lung. Archibusieri/Lung. Acciaioli
- alcune vie a senso unico con pannello "eccetto bici"
- "come l'acqua pedoni e ciclisti seguono la via più breve"

6) facilitatori e visualizzatori

- anello ciclabile alle rotatorie
- attraversamenti rialzati e a fondo rosso (insieme ai pedonali o da soli)
- attraversamenti ciclabili su tutti i lati dell'incrocio (3 o 4) affiancati ai pedonali
- linea di arresto avanzata per bici (o "casa avanzata") agli incroci, specie se combinata con punto sopra
- linea di arresto veicoli arretrata rispetto ad attraversamento ciclabile
- segnaletica guida su carreggiata che conduce alla rete ciclabile, dai lati o da strade/zone vicine
- piazze, parchi e giardini ciclabili esplicitamente con segnaletica
- cartelli di zone pedonali con simbolo pedone+bici per maggiore chiarezza (anche se non strettamente necessario)

7) moderazione traffico

- realizzazione di "zone 30" residenziali e commerciali, non attraversabili dal traffico ma con transito bici bidirezionale e locale motorizzato a senso unico
 
In generale il criterio di fondo per valutare progetti e realizzazioni di nuove ciclabili è : verranno utilizzate dai ciclisti? Ci renderanno la vita più facile? Inviteranno nuovi utenti a passare alla bici?
Morale della favola: Le ciclabili mal fatte sono una fregatura: non facilitano, non incentivano, rimangono inutilizzate o sulla carta.



(per scaricare il documento stampabile cliccare qui)           
 
 

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