Mercoledì 8 luglio siamo stati invitati a partecipare all’iniziativa organizzata dal gruppo consiliare AVS-Ecolò sulla stazione AV di via Circondaria e l’impatto sui quartieri circostanti, cosa che abbiamo fatto molto volentieri.
Oltre a confrontarsi sulle future funzioni da destinare agli edifici adiacenti allo scalo, la domanda cruciale emersa dal dibattito è: come si raggiungerà questa nuova stazione? Senza entrare qui nel merito dei vantaggi (tutti da verificare sul piano pratico, visti i dubbi relativi al finanziamento posti dalla Regione) legati al potenziamento del servizio ferroviario metropolitano, il tema dell’accessibilità è un nodo fondamentale, che arriva in forte ritardo rispetto alla definizione stessa dell'opera.

Durante l'incontro gli interventi tecnici e accademici hanno parlato di percorsi di partecipazione, di "green line" e di rigenerazione urbana. Sogni un po’ appassiti dopo aver sentito buona parte delle successive riflessioni degli amministratori presenti ruotare attorno alla realizzazione della nuova strada di collegamento Strozzi-Panciatichi, da posizionare sui binari dismessi a servizio del cantiere (e contro la quale ci eravamo già espressi nelle nostre osservazioni al Piano Operativo).
Fortunatamente l’intervento del professor Alberti ha riportato in sala la verità scientifica evidente a chiunque si occupi di urbanistica e mobilità in questo secolo: costruire nuove strade riduce la congestione solo nel brevissimo periodo, ma nel medio-lungo termine genera "traffico indotto", aggravando la situazione. Creando un grande stradone di scorrimento verso la stazione Foster, stiamo dicendo alle persone: "veniteci in macchina".
Se si conferma che il tram (già saturo) da solo non basterà per far accedere le persone alla nuova stazione, per questo scopo occorrono garanzie sull’incremento dei treni metropolitani per la futura stazione Circondaria e individuare la miglior soluzione di collegamento rapido tra Santa Maria Novella e la Foster, portando al centro del dibattito il servizio di trasporto pubblico.
Accanto a questo macrotema ci sono elementi che potrebbero sembrare secondari ma che per noi rimangono chiaramente qualificanti.
Integrazione della rete ciclabile
L’area della stazione Foster è attualmente lambita da piste ciclabili in sede propria (via Circondaria, viale Redi, viale Corsica). È essenziale che questi percorsi non si fermino ai margini, ma penetrino in sicurezza all'interno del polo ferroviario, individuando anche soluzioni di viabilità che non interrompano brutalmente questi assi ciclabili strategici con un caotico e pericoloso viavai di taxi e auto in cerca di ingresso. Si dovrà inoltre approfondire la conformazione della stazione Circondaria, per capirne gli impatti rispetto ai flussi pedonali che interesseranno la pista ciclabile di via Circondaria (ahimé in parte in percorso promiscuo ciclopedonale).
Infrastrutture per la mobilità attiva
L'accesso in bicicletta e con i sistemi di micromobilità/bike sharing deve essere incoraggiato. Trattandosi di una stazione per treni a lunga percorrenza non bastano certo le semplici rastrelliere per la sosta veloce: all'interno delle aree di pertinenza della stazione deve essere integrato un vero e proprio Bike Park custodito e attrezzato, come in qualsiasi città vagamente evoluta. Che non ci si sia ancora pensato è un segno drammatico dell’arretratezza del dibattito pubblico sul tema.
No a mega-aree di sosta
Di fronte a previsioni che parlano di parcheggi da centinaia di posti auto, ribadiamo che questa non è la direzione corretta. La stazione deve dotarsi esclusivamente di un funzionale e limitato spazio di “Kiss & Ride” (per la sosta brevissima di carico/scarico passeggeri), valorizzando invece l’accesso con il TPL e l'aumento del verde urbano.
Dato che la stazione sarà presumibilmente completata entro pochi anni i prossimi saranno i mesi cruciali per non compromettere definitivamente il delicato sviluppo di un quartiere che sta cercando lentamente di evolversi nel segno della mobilità attiva e del trasporto pubblico. Creare nuove infrastrutture attrattive di traffico privato significa invertire una tendenza positiva e condannare la zona al collasso viario con conseguenze nefaste per tutta la città. L’avvio del confronto pubblico sul Piano Generale del Traffico Urbano (PGTU) è il momento giusto per riflettere anche su queste tematiche, mettendo le basi per rendere la stazione AV un’opportunità di ridisegno dello spazio pubblico intorno alla mobilità attiva, al trasporto collettivo e al verde urbano.

Planimetria dell'area della stazione, in rosso i percorsi ciclabili esistenti