lunedì 11 giugno 2007

Partono da oggi i nuovi ecoincentivi del Ministero dell’Ambiente per le due ruote, e la novità è che finalmente ne può godere anche chi  adotta il comportamento più ecologico di tutti: abbandonare  il motorino in favore della bicicletta. Inoltre, chi rottama il motorino senza sostotuirlo con un altro mezzo, ha comunque le spese di rottamazione pagate.

Il Ministero dell'Ambiente ha stanziato 15 milioni di euro complessivi, di cui 1,5 milioni dedicati ai motori elettrici, con l'obiettivo di raggiungere la vendita di 2.150 ciclomotori di questo tipo e con sconti fino al 30% del listino per l’acquisto di nuovi ciclomotori di ultima generazione o biciclette elettriche. Il provvedimento permetterà a tutti i cittadini che sceglieranno di rottamare il vecchio ciclomotore, euro zero o costruito fino a tutto il 2001, di ottenere contributi significativi: la copertura totale delle spese di demolizione anche senza contestuale acquisto del motorino; il 30% del listino fino a un massimo di 250 euro per l’acquisto di una bicicletta; il 30% del listino fino a un massimo di 1000 euro per un motociclo o quadriciclo a trazione elettrica; il 30% del listino fino a un massimo di 700 euro per un ciclomotore elettrico o una bicicletta a pedalata assistita; il 15% del listino fino a un massimo di 300 euro per un motorino Euro 2 a 4 tempi o comunque a basso consumo (2,3 lt per 100 km); l’8% del listino fino a 150 euro per un ciclomotore Euro 2 a 2 tempi.

“Credo che l’accordo di oggi dimostra che si possono fare intese e che il ministero dell’Ambiente sostiene l’industria innovativa del paese” ha sottolineato il ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio presentando l’accordo insieme al presidente di Ancma, Guidalberto Guidi. “Per il trienno – ha ricordato – abbiamo messo in movimento 210 milioni per i piani di qualità dell’aria, 270 milioni per il Fondo nazionale della mobilità sostenibile, oltre ai 10 milioni per il car sharing e 20 milioni per la diffusione di mezzi al metano e la realizzazione di una miglio rete di distribuzione. Sono cifre, anche se non bastano, per ora dobbiamo mettere in moto anche i piani per Regioni, Province e Comuni. Li vogliamo aiutare e per questo abbiamo messo in piedi un tavolo nazionale per la mobilità sostenibile. E’ la dimostrazione della volontà di agire”.

Le novità dell’accordo, ha spiegato Pecoraro Scanio in conclusione, costituiscono “il 100% del contributo per la demolizione del ciclomotore, per chi decide di andare con i mezzi pubblici”, con l’obiettivo di “far circolare meno e meglio” e di sosteneve “l’incentivo all’elettrico”.

La procedura prevede che un rivenditore abilitato dalle case costruttrici di biciclette e registrato presso il Ministero dell'Ambiente possa  accettare, per destinarlo alla rottamazione, un veicolo a  2 ruote con motore di cilindrata fino a 50 cc,  costruito in data antecedente al 1° gennaio 2002 e dotato di  bollo di circolazione relativo al 2007 o al 2006 (non vale il bollo relativo ad anni precedenti). Dopodiché venderà la bicicletta con gli sconti previsti. Il ciclomotore dovrà essere inviato a  un centro di demolizione aderente all'ADA, l'associazione dei demolitori; il costo della demolizione è di 30 Euro, ma il 50% della spesa verrà rimborsata dal Ministero dell’Ambiente contestualmente alla liquidazione dell’incentivo, pari allo sconto di cui ha beneficiato il Cliente finale.  Per richiedere il rimborso, il venditore dovrà collegarsi a un sito tramite una password, nei primi giorni della campagna, e poi attraverso una chiavetta di riconoscimento che sarà rilasciata da UNICREDIT.
La procedura è aperta a tutte le case produttrici e importatrici di biciclette;  le adesioni devono pervenire a Confindustria ANCMA.


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