giovedì 15 ottobre 2015


La notizia è rimbalzata rapidamente tra i social network ed i quotidiani on line. E non poteva essere altrimenti, visto che le rimozioni hanno interessato la stazione di Santa Maria Novella. 
Sono fresche di qualche giorno fa le nostre considerazioni sul contabici e tra i nodi principali si faceva proprio riferimento alla urgente necessità di aumentare gli stalli in ZTL ed alla precaria situazione della viabilità intorno al principale nodo ferroviario fiorentino.
Il fatto invece risale alla giornata di lunedì quando la polizia municipale, applicando una determina comunale richiesta da grandi stazioni per lavori in tutta l'area ha prima multato e poi rimosso tutte le bici in sosta nelle rastrelliere collocate lungo quella che fu la pensilina di Toraldo di Francia. Nulla da eccepire dal punto di vista formale se verrà confermato quanto afferma la polizia municipale sulla collocazione degli avvisi con oltre 48 ore di anticipo.

Sì perché questo è il termine di legge necessario (in assenza di urgenze particolari) per il preavviso ai proprietari dei veicoli, siano essi automobili, scooter o biciclette. Ma la gestione politica e tecnica della mobilità non può basarsi solo e soltanto sul protocollo da seguire codificato da una norma. La città è un'entità viva, che si muove, che cambia col tempo. E come tale ha bisogno di essere gestita col buon senso, affiancato ovviamente al rispetto delle regole.
E di buon senso nelle rimozioni di ieri ce n'è davvero poco. 
FirenzeInBici, ma non solo noi, dedica il tempo gratuito dei propri dirigenti e volontari al miglioramento della mobilità cittadina. E tra le tante cose che facciamo c'è anche quella di informare tempestivamente i nostri iscritti e tutti i ciclisti fiorentini in caso di rimozioni programmate, purché ci venga comunicato dall'apparato comunale (pratica già collaudata e testata in passate occasioni). Questa volta non è stato possibile farlo semplicemente perché non siamo stati avvertiti. Certo, non è un obbligo di legge. Ma nell'ottica di una sana collaborazione tra istituzioni, associazioni e società civile, si tratta appunto di buon senso, come dicevamo prima. Come del resto si può parlare di buon senso se si considera lo scarsissimo preavviso (da venerdì a lunedì) con cui il provvedimento è stato notificato. Tutto nei termini di legge, ovviamente, ma siamo sicuri che in un luogo come la stazione, spesso usato da pendolari che il fine settimana non usano la bici per i loro spostamenti,  il fine settimana sia proprio il momento migliore per indicare una prossima rimozione? Il confine tra svista e insensibilità è davvero sottile...
L'obiezione che può essere mossa ai ciclisti è il mancato utilizzo del nuovo bicipark interrato. Fermo restando che anche FirenzeInBici consiglia l'utilizzo di quel prezioso strumento di intermodalità tuttavia la sua presenza non può essere una scusante a quanto accaduto. FirenzeInBici è da sempre contraria alla rimozione degli stalli di superficie con l'arrivo del bicipark, questo sia perché il parcheggio interrato è chiuso di notte, sia perché i due tipi di sosta sono e dovrebbero essere funzionali a due tipi di esigenze diverse. 
Sarebbe bastato anticipare la comunicazione delle rimozioni e discutere di un eventuale ricollocazione delle rastrelliere per avere una gestione "normale" della vicenda ma così non è stato. E ciò stona fortemente di fronte ai proclami della campagna elettorale in favore della mobilità ciclistica, con le parole ripetute più volte dal Sindaco quando chiedeva ai cittadini di lasciare a casa l'auto durante i grandi cantieri e usare la bici, e con le quotidiane promesse in favore di una mobilità nuova che ancora a Firenze latita.

Si tratta di una visione diversa di città, si tratta di scelte politiche, visioni e programmazione. Andare nella direzione della mobilità nuova non è un obbligo, ma non può più essere neanche un buon proposito da sbandierare soltanto quando si è in cerca di consenso o impotenti di fronte al problema quotidiano del traffico. La bici non è l'unica soluzione al problema, la risposta va cercata in un ripensamento programmatico e sistematico di tutta la viabilità metropolitana.
Rimuovere le bici dalla stazione e soprattuto farlo in questo modo va nella direzione opposta. Basta dirlo, per fare chiarezza...
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