mercoledì 13 marzo 2013

Paolo Gandolfi, neo-deputato (PD) sulla via di Roma in bici, ha fatto tappa a Firenze arrivando a S.M. Novella con il fedele velocipede dopo un lungo viaggio su treni regionali, salutato allegramente da un manipolo di soci Fiab Firenzeinbici prima al binario 7 e poi, sopraggiunti i rinforzi locali, in una serata conviviale.

Abbiamo attraversato insieme il centro di Firenze, dando la possibilità di toccare con mano la ZTL a traffico assai poco limitato, invasa da orde di auto e motorini; divertente vedere gli assurdi giri a cui la viabilità ciclo-incompatibile costringe le bici per arrivare dal punto A al punto B; esilarante esibire la mancanza dei "sensi unici eccetto bici", causa primaria dei giri assurdi; un pò più positiva invece la visione della rete ciclabile esterna alla ZTL. Il tutto, per fortuna, in allegria e godendo le bellezze architettoniche fiorentine.

Gandolfi è stato fino a poco fa assessore alla mobilità di Reggio Emilia, città notissima per aver applicato modelli europei di mobilità in bcicletta: rete ciclabile su tutta l'area urbana, centro interamente ciclabile con "sensi unici eccetto bici" a tappeto, ed adesso all'avanguardia nell'applicazione delle zone 30 generalizzate, con la sola esclusione della viabilità principale. Un modello anche per Firenze, che purtroppo i nostri amministratori per ora ignorano o vedono con retrogrado sospetto.

Mercoledì mattina invece Gandolfi ed altri parlamentari di diverse formazioni partiranno dal Colosseo, sempre in bici, ed anche nei giorni successivi altri loro colleghi raggiungeranno le sedi legislative pedalando. Si tratta in molti casi di persone che nella vita fanno uso quotidiano o frequente della bici, al posto dell'auto.

Il segnale che vediamo è triplice:

  • niente berline blu, ed invece pedalare, un vento che gran parte degli italiani vorrebbero molto più forte.
  • i trasporti sono uno dei drammi dell'Italia odierna, e la bici è una delle soluzioni.
  • passare alla bicicletta è un modo per rispondere alla crisi che attanaglia milioni di famiglie, permettendo di risparmiare dai 4000 ai 7000 euro l'anno con un'auto in meno nel parco domestico.
Ci sarà da lavorare in questa direzione anche nel nuovo parlamento, per riportare alcentro dell'attenzione il tema mobilità, per rimuovere bastoni fra le ruote e possibili cavilli con una revisione del codice della strada (es. per la diffusione a tappeto delle zone 30, dei sensi unici eccetto bici, per vincoli stringenti alla realizzazione di reti ciclabili urbane etc).

Dunque buon lavoro all'amico Paolo Gandolfi ed ai molti parlamentari di vari schieramenti, fra cui alcuni toscani, che hanno sottoscritto il decalogo Fiab (scaturito dagli Stati generali della Bicicletta dell'ottobre 2012) per le future attività legislative in materia di mobilità e di ciclabilità.



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