lunedì 20 maggio 2002

Oggi, sabato 18 maggio, alle 12,30 avrebbe dovuto aprire i battenti in Trentino, a Nomi (in Vallagarina, località Al Ponte) lungo la Ciclopista del Sole, che in quel tratto costeggia l'Adige, il primo "bicigrill" d'Italia, punto di servizio, informazione e ristoro dedicato ai cicloturisti.

Nella notte invece mani vandaliche lo hanno incendiato ed in questo momento la struttura - un grazioso padiglione in legno - è sotto sequestro disposto dagli inquirenti.

La struttura del "bicigrill", è stata progettata dalla Provincia Autonoma di Trento (Servizi Urbanistica e Tutela del Paesaggio e Ripristino e Valorizzazione Ambientale), trasferita al Comune di Nomi che si è assunto l'onere dell'arredo e delle autorizzazioni,ed è stata assegnata in gestione alla FIAB onlus - Federazione Italiana Amici della Bicicletta.

Il "bicigrill" di Nomi, primo di una vera e propria catena che la Provincia di Trento intende aprire lungo i suoi 400 Km. di piste ciclabli extraurbane, è una vera e propria stazione di sosta, ristoro, assistenza ed informazione per tutte le migliaia di cicloturisti italiani e stranieri che pedalano in quel tratto di Ciclopista del Sole, itinerario portante del progetto FIAB di rete nazionale ciclabile denominato "BICITALIA" ( www.fiab-onlus.it ).

Sul posto già all'alba sono accorsi l'Assessore all'Ambiente, Sport e Pari Opportunità della Provincia Autonoma di Trento Iva Berasi e il dirigente del Servizio Ripristino arch.Dalrì, il Sindaco di Nomi Arch. Gianfranco Zolin, il Vicepresidente della FIAB Lello Sforza e la Consigliera nazionale FIAB di Trento, Manuela Demattè, che ha curato e coordinato i rapporti con gli enti locali.

Il Presidente della FIAB Luigi Riccardi ha dichiarato che " si tratta di un episodio di chiaro stampo mafioso. Occorre chiedersi chi può aver avuto interesse ad impedire l'entrata in funzione di una struttura, gioiosa e originale come il bicigrill, gestit a da una organizzazione del privato sociale quale è la FIAB. In ogni caso, occorre ricostruire, andare avanti e reagire perché questa è l'unica risposta possibile per stroncare sul nascere metodi malavitosi del tutto estranei ad una pacifica comunità come è quella trentina". Ha poi espresso la sua solidarietà alla Provincia di Trento, al Comune di Nomi ed a Manuela Demattè responsabile degli Amici della Bicicletta Fiab di Trento.

"Di farci intimidire e di tirarci indietro non ci pensiamo nemmeno - ha dichiarato l'Assessore Berasi - non esiste proprio. Appena dissequestrata la struttura, la rimetteremo in funzione e proseguiremo nel nostro rapporto con una organizzazione del volontariato come la FIAB. Proseguiremo nella realizzazione del nostro progetto di completare la dotazione di attrezzature di ristoro, informazione ed assistenza per i cicloescursionisti, costruendo e mettendo in funzione altri bicigrill in altri punti del nastro ciclabile lungo l'Adige e sulla intera rete di piste ciclabili del trentino. Solo la fermezza nelle nostre reazioni - ha proseguito Iva Berasi - permette di prevenire il ripetersi di episodi di violenza come questo"


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