mercoledì 10 giugno 2026

Per chi si muove in bici o a piedi l’apertura di un nuovo ponte in città è una bellissima notizia: permette di accorciare tragitti, scoprire nuove rotte in città, risparmiare tempo e, se il ponte è ben fatto, anche avere la possibilità di utilizzare percorsi sicuri. Siamo quindi molto contenti che, nell’ambito dei lavori della tramvia per Bagno a Ripoli, dieci giorni fa sia stato inaugurato il Ponte Nencioni, che collega Bellariva a Gavinana. 
Purtroppo però non possiamo fare a meno di riportare alcune note dolenti che speriamo sia ancora possibile correggere: nonostante le nostre ripetute richieste fin dalla fase di progettazione, infatti, il ponte non ha percorsi pedonali e piste ciclabili separati ma le ennesime ciclopedonali promiscue: che sono la soluzione da adottare soltanto in casi estremi, ma che a Firenze sono ormai una pericolosa normalità. Tutto questo, su un ponte che supera un dislivello non piccolo e piuttosto lungo, è chiaramente un problema. Per un ciclista non troppo atletico trovare pedoni, disabili, o cani al guinzaglio può voler dire fermarsi e anche cadere, mentre in discesa il rischio di collisioni diventa elevato. 



E non serverà a evitarlo inventarsi, come pare dalla segnaletica, improbabili sensi unici di percorrenza anche per i pedoni. Eppure, visto che il ponte è nuovo di zecca, si poteva pensare da subito (e lo abbiamo chiesto in tutte le occasioni possibili) che flussi di ciclisti e pedoni venissero separati, facendo il ponte appena più largo. Da questo punto di vista, far scegliere ai cittadini il nome invece di accogliere le migliorie proposte all'ennesimo progetto centrato sulle auto sa molto di presa in giro.



C’è poi la questione dei semafori: anche se si sapeva che con l’arrivo del nuovo ponte qualcosa sarebbe cambiato anche per chi non doveva attraversare il fiume, i tempi semaforici dal lato del Lungarno Aldo Moro sono punitivi per chi si muove a piedi o in bici. Rispettare ogni singolo semaforo in quei 10 metri allunga l’attesa fino a quasi tre minuti! Con tanto di errori nelle fasi fasi semaforiche che in uno degli attraversamenti bloccano i ciclisti in maniera gratuita senza che ve ne sia un effettivo bisogno quando la svolta dei veicoli verso il ponte è letteralmente impossibile. Errore di progettazione? Dolore di crescita? Sicuramente l’ennesima dimostrazione della mancanza di attenzione data a ciclisti e pedoni.



Non restano ora che due possibilità per permettere a bici e pedoni di attraversare il ponte in sicurezza: ridurre le carreggiate per le auto a due (una per senso di marcia), e recuperare lo spazio per ottenere una vera ciclabile. Oppure, mettere delle passerelle a sbalzo all’esterno del ponte dedicate alle bici. La terza, che non vogliamo nemmeno prendere in considerazione, e’ far finta di nulla: sarebbe l’ennesima occasione perduta di usare i lavori per la rete tramviaria come volano del miglioramento della rete ciclistica fiorentina.



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