No T.A.B. 80



Siamo ancora lì: la tramvia per il polo scientifico che non passa dal polo scientifico, anzi, forse ci passerà vicino, nei paraggi, nei dintorni, in prossimità. Come la linea 1 con Torregalli e le scuole Meucci e Galilei, con il supermercato più facilmente raggiungibile dell’ospedale.
Al momento l’ipotesi è quella di un “braccio” che arriverà all’interno, ma forse non abbastanza. Probabilmente non è abbastanza per davvero: provate a passare in quegli spazi aperti e vedrete come la camminata per raggiungere la destinazione si allunghi… e provate a immaginarla sotto il sole o la pioggia, nella nebbia o al buio… il polo si trasformerà da luogo di eccellenza per la fisica a luogo di eccellenza per l’educazione fisica.
Capisco che ci siano enormi blocchi di abitazioni un po’ più in là, e capisco anche la necessità di un mezzo che abbia tempi ragionevoli per muoversi, e allora proverò, con le mie modeste capacità, a stuzzicare una riflessione.
Quando si pensa a troppe fermate in poco spazio, a nessuno viene in mente la prima linea tramviaria: tra la fermata Foggini e quella Paolo Uccello ci sono quattro fermate in un chilometro e mezzo. Sono troppe? Forse no, e nessuno si lamenta della velocità, anche se un ciclista di normali capacità (e con i semafori verdi) percorre quel tratto nello stesso tempo del tram.
Nel prolungamento verso Sesto viene data la colpa dei tempi troppo lunghi allo zig-zag all’interno del polo: io ho dato un’occhiata alle mappe con i progetti di massima, e il prolungamento gira tutto intorno all’aeroporto prima di arrivare al polo. Nessuno ha da dire niente a riguardo? Basterebbe far percorrere al tram qualche centinaio di metri sotto l’aeroporto (come già fa adesso da Novoli, prima di arrivare al capolinea) e si risparmierebbe altro tempo. Oppure, perché non far passare la tramvia proprio dentro l’aeroporto? Gli aerei in decollo e in arrivo potrebbero aspettare per qualche minuto il passaggio dei convogli, esattamente come faccio io (e molti altri) in viale Belfiore (anzi, ben più di qualche minuto): è un esercizio democratico, perché nell’aeroporto passano meno di tre milioni di passeggeri l’anno, sulle tramvie più di trentacinque (oltre nove sulla sola T2). Ci hanno insegnato che in democrazia la maggioranza vince, giusto?
Arriviamo ad una modesta proposta, da ignorantello quale sono: oltre alla proposta del percorso sotterraneo, perché non fare un percorso ad anello che passi regolarmente dal polo, arrivi a Sesto e da lì riparta per Firenze passando dai viali su cui si affacciano i palazzi (via Ariosto e/o via Pasolini) per poi ricongiungersi all’altezza di Castello? Il polo sarebbe ben raggiungibile, e i sestesi avrebbero un mezzo rapido per spostarsi verso Firenze, mentre nei percorsi opposti perderebbero qualche minuto. Credo sia un buon compromesso, meglio della diramazione su un binario morto.
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