Dàgli all'autovelox 38



Nei giorni scorsi è uscito un articolo sugli autovelox cittadini, autorizzati dalla Prefettura a fare il loro mestiere: fotografare chi supera i limiti di velocità in maniera automatica.
Che un'apparecchiatura automatica faccia quello che deve fare in modo automatico sembra una banalità, eppure senza un vigile accanto all'autovelox è possibile che la multa venga annullata.
Sarebbe come se fosse obbligatorio avere una lavandaia accanto alla lavatrice in funzione: si può sorridere di fronte a una scemenza simile, ma così è.
Detto questo, gli articoli che ho letto parlavano di sicurezza stradale, che gli apparecchi non servono a far cassa e, soprattutto, ne arriveranno altri tre.
Urrà, mi sono detto, finalmente, evviva! Leggo poi l'articolo e trovo l'elenco degli autovelox autorizzati e la lista dei tre nuovi: viale Nenni, viale Redi, viale Michelangelo dalle parti di piazza Ferrucci.
Ero partito col voler scrivere di questa straordinaria iniziativa, ma... a parte che sul viale Nenni ce n'era uno fino a quando hanno cominciato i lavori della tramvia, ho letto la lista degli altri quattordici autovelox cittadini. Ah, mi son detto, hanno dimenticato quello di via dell'Argingrosso... e poi no, ho riletto la lista e me ne sono venuti in mente altri rimasti fuori: via Salutati, via Senese (due), viale Lavagnini (due), viale Strozzi, via Villamagna, via S. Domenico, via del Poggio Imperiale, via Volterrana... sono almeno undici impianti che resteranno nel limbo o che dovranno avere qualcuno che li stia guardare.
Come si fa a parlare di sicurezza senza fare in modo che tutti, e dico tutti, gli impianti siano in funzione? Invece di pensare al casco obbligatorio, vogliamo fare un pensierino alla riduzione della velocità in tutta la città?
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