Restare con i piedi (e le ruote) per terra



Molti anni fa il mio sogno era fare l’astronauta, e adesso invece è riuscire a pedalare con tranquillità.
Le due attività sembrano inconciliabili: la prima simboleggia il progresso, la tecnologia, il futuro, l’altra l’austerità, il gioco, il tempo da perdere, almeno agli occhi del “comune sentire”.
Adesso mi muoverò con cautela, per non sembrare luddista e antiscientifico e anzi mostrare come certi dati, se non si confrontano con gli altri, non rendono l’idea di cosa si stia parlando.
L’altro giorno ho sentito di sfuggita alla radio che un euro investito nel campo aerospaziale ne produce da 3 a 7. Quale ministro, presidente di Regione o amministratore qualsiasi si lascerebbe sfuggire l’occasione di costruire centri di ricerca e stabilimenti per migliorare la situazione economica dei propri territori? E vuoi mettere il vanto di poter dire in convegni e interviste “il nostro territori è all’avanguardia per le tecnologie del futuro...”.
Provate a parlare agli stessi amministratori di cicloturismo, e di investirci qualcosa: posso immaginare che la risposta sarà “bella idea, interessante, la metteremo in programmazione...”.
Adesso provate a chiedervi quanto frutterebbe ai territori un euro investito in cicloturismo: la Fiab dice che sono almeno 3,5 euro, e qualcuno si spinge fino a 5.
Possiamo dire che investire in cicloturismo produce più ricchezza che nel campo aerospaziale? Forse no, ma ce la possiamo giocare. In più, servono meno soldi da investire e meno tempo per vederli rientrare. Qualcuno vuol farci un pensierino?
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