E allora?



Mi stupisco di rimanere stupito, però è stupefacente che qualcuno si stupisca: la Ministra dei trasporti, parlando del ponte sullo stretto (rieccolo), ha affermato che su di esso ci sarà una parte veicolare, una linea ferroviaria e una pista ciclabile. La cosa più sensata, dopo una proposta del genere è una scrollata di spalle e una domanda: “Embé?”. L’idea del ponte, con la sua variante sottomarina degli ultimi giorni, non mi piace un granché, ma nel caso dovesse andare avanti, quello di metterci una ciclabile protetta mi pare una condizione talmente banale da non prendere nemmeno in considerazione la sua assenza. Da questo punto di vista, meglio il ponte del tunnel, visto che ciclisticamente parlando pedalare per qualche chilometro in un buco non è proprio l’ideale.
Incredibilmente, e qui sorge tutto il mio stupore, un parte del mondo politico, di tutti gli schieramenti, ha scambiato una banalità per una scemenza.
Non ho troppe simpatie per la Ministra, ma questa sua uscita mi ha mostrato la pochezza di molti altri statisti che hanno trovato da ridire su quella che nel resto del mondo è un’ovvietà.
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