Curioso, no?



Sabato la nebbia avvolge la città, aeroporto compreso: subito partono i lamenti per i voli dirottati e cancellati. Ovviamente per chi si è trovato a vivere un disagio del genere può essere un bel problema, e sicuramente ne farebbe a meno.
Sorvolo sulla nebbia che avvolgerebbe anche la pista orientata in altro modo, anche se gli esperti che ne sanno più di me dicevano sul giornale che con la pista nuova potrebbe essere installato un altro sistema di aiuto all’atterraggio in caso di scarsa visibilità (perché non metterlo già ora?), ma solo ieri un altro articolo parlava dei piccoli azionisti dell’aeroporto di Pisa che si lamentano con Enac per la diminuzione dei passeggeri a Pisa, a fronte di un aumento di quelli a Firenze.
Leggendo l’articolo si scopre che nel 2019 Pisa dovrebbe aver avuto una diminuzione dei passeggeri di 1,7% rispetto al 2018, mentre Firenze un aumento del 4,9%. La tendenza la sapevamo già, ma nonostante la pista corta, monte Morello incombente, il vento tra i capelli e la nebbia agli irti colli che dirottano e annullano i voli, c’è un aumento del 4,9% dei passeggeri, a fronte di una media nazionale del 4%. Questo aeroporto, così com’è, ha un aumento dei passeggeri, e le compagnie aeree ampliano le destinazioni.
E allora, mi domando, perché non è sufficiente?


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