Vittime 2



Abbiamo lasciato il 2019 con le due ragazzine uccise da un’automobilista a Roma, cominciamo il 2020 con le stragi (perché di questo si tratta) dei giovani turisti in Alto Adige e delle due donne nelle Marche. Nove persone in due giorni, uccise da autisti ubriachi, probabilmente a velocità eccessiva. Dobbiamo vivere questa situazione come normale?
Di quello che è successo nelle due settimane in mezzo a queste tragedie, non c’è traccia sull’informazione nazionale: eppure, con una semplice ricerca su internet basta un attimo per leggere che solo tra i pedoni sono stati uccisi: 2 ignoti a Catanzaro e Latina, 30 dicembre; Maria, 31 dicembre; Salvatore, 1 gennaio; Michelina, 3 gennaio… e chissà quanti altri di cui non si trovano notizie in evidenza.
Vale per i pedoni, e anche per i ciclisti: non c’è attenzione per gli utenti “deboli” della strada, anche se la parola “debole” può far erroneamente pensare ad una nostra mancanza: quello che manca invece è controllo, sanzioni e sicurezza nelle infrastrutture per fermare i “forti”. In più, finiti i commenti indignati e commossi, mancano le azioni concrete per rendere sicuro il semplice attraversamento di una strada. Le strisce e il verde non sono sufficienti.
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