Per quanto possibile
lunedì 25 maggio 2026 | di Patrizio Suppa
La chiusura del ponte al Pino per i lavori di sostituzione causerà forti disagi al traffico nella zona del Campo di Marte, anche perché il cantiere dovrebbe andare avanti per quasi quattro mesi. Niente da dire: i lavori sono necessari, e vanno fatti. Quello che mi ha lasciato di stucco è stato il comunicato stampa sull'argomento, riportato dai giornali: “evitare le soste in doppia fila”, come se prima e dopo il cantiere sia tollerabile questa pratica, e il classico sempreverde “limitare per quanto possibile l'uso dell'auto privata”. Il limitare “per quanto possibile” viene tirato fuori ogni volta che si prevede una complicazione cittadina: un corteo, il mondiale di ciclismo, la visita del Papa, il social forum, Pitti qualcosa, Tour de France e così via. Sembra quasi che nella considerazione amministrativa i trecentomila automobilisti quotidiani che si muovono in città si spostino per divertimento, soprattutto oggi con il gasolio e la benzina che costano quasi due euro al litro. Sicuramente tanti potrebbero usare la bici o il mezzo pubblico, ma chi doveva invitare e invogliare ad utilizzarli che cosa ha fatto, scritto o detto per farli provare a cambiare? Chi oggettivamente non può fare a meno dell'auto, continuerà ad usarla. Ma gli altri? Sono stati previsti nuovi percorsi in bici? Oppure, usando gli esistenti, è stato detto che, per esempio, in 19 minuti si può pedalare dallo stadio fino a porta al Prato? E ancora: stata aumentata l'offerta dei bus? Per curiosità ho guardato gli orari della linea 10, una di quelle interessate dai lavori, e il numero dei bus durante i lavori resta lo stesso di prima, sia pure modificato. Forse, per quanto possibile, bisognerebbe provare a gestire tutto questo un po' meglio.
|