Due mesi di attivismo intenso: ripartenze in bici, "piano Bartali" e nuove norme

La grave pandemia che ha colpito il mondo intero ci ha costretto a restare in casa per tutelare noi e i nostri cari e gli altri. Col passare del tempo è aumentata la consapevolezza che alla ripartenza la mobilità non sarebbe stata quella di prima dell'epidemia: il distanziamento e la paura di contagio avrebbero scoraggiato le persone ad utilizzare i mezzi pubblici.

La bici: soluzione a livello nazionale

L'unica soluzione possibile per non cadere nel caos del traffico è e rimane la bicicletta. Come associazione ci siamo mossi fin dall'inizio coordinandoci con tutte le altre realtà ciclo-attiviste italiane per promuovere dei documenti da sottoporre al governo a sostegno della mobilità attiva chiedendo azioni mirate e veloci per investire sulla ciclabilità come soluzione al traffico e alla sicurezza sulle strade.


Firenze: il nostro contributo in attesa del “piano Bartali”

Ma non ci siamo fermati lì: a livello locale ci siamo immediatamente attivati , chiedendo alla giunta comunale degli incontri per discutere sui provvedimenti che potessero incentivare la mobilità.

Il Comune di Firenze dal canto suo ha presentato a fine aprile il cosiddetto “Piano Bartali”, il cui punto nodale proponeva nel breve termine la realizzazione di 12 km di nuove piste ciclabili oltre a 10 km di “ciclabili temporanee”. In particolare i primi 12 sono progetti di nuova realizzazione che Firenze Ciclabile seguiva già da tempo nel loro iter, fra continui stop e revisioni. Ora il Comune vuole dare un’accelerata, ma considerati i tempi connessi alla progettazione e realizzazione di un’opera pubblica non potranno realmente utilizzabili almeno prima della fine dell’anno.

Abbiamo partecipato a numerose riunioni per portare il nostro contributo sia tecnico che pratico, di chi quotidianamente si muove in bici, per individuare gli interventi più urgenti e proporre migliorie a quanto proposto.


Il DL Rilancio e le corsie ciclabili

Nel frattempo dal primo annuncio è passato oltre un mese, ma l’assenza di un quadro normativo chiaro ha rallentato gli interventi del piano Bartali. Una prima linea guida del Ministero delle Infrastrutture per la realizzazione di infrastrutture ciclabili è stata stoppata in quanto avrebbe introdotto più limiti che concessioni, secondo l'opinione di alcuni comuni italiani che in passato, a dispetto di Firenze, si sono mostrati molto innovativi  nel campo della ciclabilità. 

Con l’approvazione del DL Rilancio sono arrivate nel nostro codice della strada le corsie ciclabili, un’area destinata alla circolazione delle bici ma parte della carreggiata stradale, a differenza delle piste ciclabili che sono sede esclusiva destinata alle bici. Nella fine di maggio il piano Bartali sembra quindi essere stato aggiornato prevedendo 10 km di corsie ciclabili in luogo delle “ciclabili temporanee” prima menzionate. Il primo di questi interventi è stato appena realizzato nella notte fra il 5-6 giugno in via Foggini.



Sull'utilizzo a tappeto delle corsie rimangono forti perplessità da parte dei tecnici comunali, che le vedono come troppo insicure. Crediamo invece che possano essere un importante strumento nella direzione della condivisione dello spazio pubblico. La sicurezza non si ottiene vincolando i ciclisti in una tortuosa rete di piste, che rimangono preferibili in presenza di utenti deboli (es. per raggiungere le scuole) o di zone ad alto traffico (viali ed assi di scorrimento). La sicurezza stradale per noi è anche soprattutto condivisione degli spazi e moderazione del traffico: le corsie ciclabili rendono evidente agli automobilisti la presenza di altri utenti della strada, obbligandoli ad una maggiore attenzione. Il nostro lavoro di intermediazione con l’amministrazione punta a questo salto di qualità nella visione di mobilità urbana, indispensabile per arrivare anche alla diffusione delle zone 30, delle case avanzate, dei doppi sensi ciclabili.


Gli altri fronti: agevolazioni e diffusione della ciclabilità

Nell’ultimo mese ci siamo anche confrontati con l'Assessore del Re, proponendo regole che agevolassero la rimessa delle biciclette negli spazi pubblici condominiali e un'iniziativa di recupero delle biciclette rimosse e poi di fatto abbandonate nelle depositerie comunali. Inoltre abbiamo anche collaborato all'uscita di una mappa della ciclabilità a Firenze che dovrebbe essere presto disponibile in tutti gli uffici del turismo. La diffusione della ciclabilità passa anche dalla conoscenza da parte di tutti delle alternative possibili e dei percorsi dedicati a chi pedala.

Con il riavvio di tutte le attività lavorative abbiamo infatti attivato lo sportello "Riparti in bici": i nostri volontari continuano a offrire consulenza suggerendo percorsi e indicazioni per il tragitto casa-lavoro a coloro che volessero sperimentare la bicicletta come mezzo di trasporto individuale. Al momento abbiamo risposto a decine di persone, fornendo indicazioni per oltre 250 km di percorsi giornalieri: fino a 30 kg/CO2 in meno al giorno!

FIAB Firenze

Firenze Ciclabile ONLUS
Via Luciano Manara 6
50135 Firenze FI
Codice fiscale: 94122650487

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