Ripartenza in bici: salute ed economia

A giudicare dal crescente numero di biciclette sulle strade fiorentine, l’allentamento del lock-down ha permesso a tanti cittadini di riscoprire il piacere di muoversi pedalando. È ormai chiaro che la bici è un importante alleato sia contro il virus, assicurando il distanziamento fisico nei quotidiani spostamenti, sia contro gli ingorghi del traffico: secondo l’Istat, passare dall’auto alla bici per recarsi al lavoro significa risparmiare dal 16% al 20% del proprio stipendio

Inoltre la bici rappresenta un poderoso investimento in salute - sia individuale che collettiva - non solo perché non inquina e non contribuisce alle gravi malattie dovute allo smog, ma anche e soprattutto perché è l’unico mezzo che negli spostamenti quotidiani permette di svolgere contemporaneamente un’attività fisica benefica per muscoli, scheletro, cuore, polmoni, cervello e sistema immunitario. Secondo uno studio del 2013 dell'Università degli Studi di Firenze e del Dipartimento di Prevenzione dell'ASF, se chi oggi utilizza moto e auto passasse all’uso della bici in una percentuale del 10-20% per spostamenti pari o inferiori ai 15 minuti o in una percentuale dal 5-15% per spostamenti pari o inferiori ai 30 minuti, su un orizzonte di 10 anni si avrebbe un risparmio per il Servizio Sanitario Toscano di 2,8 milioni di euro/anno su cura di diabete, infarto del miocardio e ictus (1). Lo stesso studio rileva che un fiorentino su 5 risulta completamente sedentario e 6 su 10 non raggiungono il livello di attività fisica raccomandato. Va considerato che un ultrasessantenne che si muove regolarmente in bici ha un fisico più sano, più "giovane" di un cinquantenne sedentario, molto più soggetto al rischio di malattie cardiovascolari, diabete di tipo 2, ictus. Anche l’OMS ha valutato un risparmio di 110 miliardi di euro in spese sanitarie dovuto all’incremento dell’uso della bici in Europa. Non dimentichiamo poi che, secondo il Ministero dell’Interno, in Italia si spendono circa 30 miliardi di euro a copertura delle spese sanitarie dovute a incidenti automobilistici, causa di quasi 4 mila morti l’anno e oltre 240 mila feriti. 

In termini di perdita di vite è ben più allarmante il dato sullo smog: l’Italia, con le sue 14.600 morti premature l’anno, è il primo paese europeo per decessi causati dal biossido di azoto (NO2), uno dei sottoprodotti della combustione. Moltissimi studi ne hanno chiarito effetti sul sistema cardio-circolatorio e polmonare, in particolare sui bambini esposti durante la gravidanza e nei primi anni di vita.
La quarantena, seguita alla pandemia del CoVid-19, ha determinato una riduzione del 40-45% del biossido di azoto e delle concentrazioni di altri  inquinanti atmosferici sul territorio nazionale che ha, sistima, risparmiato 1.490 vite soltanto in Italia e ben 11.000 in Europa (2).

Per il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa «dopo l’emergenza bisogna puntare a nuove forme di mobilità e sviluppo sostenibile […] La nostra priorità è costruire un modello di sviluppo ambientalmente sostenibile, capace di invertire in maniera drastica e immediata l’abitudine al sovra inquinamento, al sovra consumo e sfruttamento delle risorse naturali. È un modo di vivere non più accettabile e tollerabile» (5). Anche in questo caso la bicicletta può rivelarsi un mezzo di svolta nell’economia ambientale delle città italiane. Firenze in particolare è pianeggiante nelle sue aree più densamente abitate e la maggior parte degli spostamenti si è rivelata essere inferiore ai 5 km; in caso di distanze più lunghe viene in aiuto la sempre maggiore diffusione delle bici a pedalata assistita, acquistabili anche tramite gli incentivi economici previsti. 

Nei Paesi dove i pedali prevalgono sui motori i vantaggi per tutti: riduzione dei costi e del consumo di suolo dedicato alle infrastrutture, minor dipendenza dalle importazioni di carburante, riduzione del traffico, miglioramento della qualità dell’aria e riduzione dell’inquinamento acustico con il conseguente beneficio sanitario.. L’OMS stima che il risparmio economico generato dalla riduzione dell’inquinamento ambientale e acustico correlato all’uso della bici in Europa sia superiore ai 3 miliardi di euro. Nell’Unione Europea in media sono investiti 5-6 euro per cittadino a favore delle due ruote, ma il beneficio economico ricavato è stimato pari a 400 euro pro capite (3): è questa la leva economica che dovrebbe convincere le istituzioni lungimiranti a mettere le strade in sicurezza. Il rilancio del mezzo a pedali è anche uno stimolo alla filiera produttiva: secondo un’indagine di Confindustria/Ancma del 2018, l’Italia si conferma maggior produttore europeo di bici con un fatturato di 1,3 miliardi di euro, oltre ai 7,6 miliardi attribuiti da Legambiente al cicloturismo (che a livello di UE vale 44 miliardi di euro).

I previsti incentivi pubblici per l’acquisto di biciclette potranno non andare in fumo solo se il Comune di Firenze porterà avanti il cosiddetto Piano Bartali, incentrato sulla costruzione accelerata di piste e corsie ciclabili e zone residenziali con limite di 30 km/h, garantendo sicurezza e tranquillità a chi vorrà sperimentare questo cambio di stile di vita. Rimangono molti, però, i fiorentini critici all’uso della bici in città, associando sempre la realizzazione di infrastrutture ciclabili ad una inutile riduzione dei parcheggi; questo perché molti percepiscono le ciclabili come “vuote”, inconsapevoli del fatto che la mobilità a pedali di per sé non crea ingorghi stradali, nonostante le misurazioni dirette rivelino poi un utilizzo significativo. A sottrarre spazio sono invece proprio le auto, in una città con un tasso di motorizzazione ancora in crescita. Nella città metropolitana di Firenze ci sono 720,6 auto per mille abitanti (dati ISTAT, 2017) mentre nel solo Comune ci sono 516 auto per mille abitanti (2017) a cui si sommano 20 motocicli per 100 abitanti (2016) (7) (8). Eppure i 102 kmq della superficie di Firenze rimangono sempre tali! Dunque,come chiedere più parcheggi e infrastrutture per i mezzi a motore in una città dove la maggior parte dello spazio è già dedicata a quei mezzi?

Un altro problema sembra essere la percezione da parte di negozianti, ambulanti, ristoratori e gestori di locali che in generale non vedono di buon occhio la  riduzione dei parcheggi, arrivando a chiedere l’abolizione della ZTL come unica soluzione per salvare attività nate per servire milioni di turisti ora assenti. Diversi studi, europei e non, mostrano però che che gli avventori a piedi ed in bici sono consumatori che spendono in media più dei consumatori in automobile (4): in un mese i ciclisti spendono meno degli automobilisti nei supermercati, ma spendono di più in bar, ristoranti e botteghe di quartiere risparmiando per ogni viaggio effettuato. Se più cittadini scegliessero la bici come mezzo quotidiano per gli spostamenti quotidiani, incluse le spese,  i vantaggi ricadrebbero anche sulla congestione del traffico, incluso il trasporto pubblico, utilizzato a Firenze per uno spostamento su 5 (6).

L’importante, dunque, è cominciare a pedalare. Tutti ce la possono fare - salvo rare eccezioni - con il risultato che non solo migliorerà la salute ma anche, e per tutti, la qualità della vita.

  1. http://bicy.it/docs/cri_BiciFi_def.pdf

  2. https://www.cittadiniperlaria.org/lockdown-italia-1490-vite-salvate/

  3. https://www.corriere.it/ambiente/13_novembre_12/usare-bici-porta-200-miliardi-euro-benefici-77b7e7d2-4bae-11e3-9f20-48230e8bb565.shtml

  4. https://www.bikeitalia.it/2015/03/18/perche-i-commercianti-dovrebbero-chiedere-meno-parcheggi-e-piu-ciclabili/

  5. https://www.minambiente.it/comunicati/pianura-padana-riduzione-fino-al-50-inquinanti-atmosfera-misure-introdotte-fronteggiare

  6. https://www.isfort.it/wp-content/uploads/2019/09/Report_MobilitaUrbanaCriticita.pdf

  7. http://www.comuni-italiani.it/048/017/statistiche/veicoli.html

  8. https://www.euromobility.org/dati-osservatorio-2018/

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